lunedì , 25 settembre 2017
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Romeo e Giulietta chiude la Stagione a Piacenza

Con il celebre balletto Romeo e Giulietta si chiude domenica 8 maggio alle ore 16, la Stagione di Danza 2015-2016 del Teatro Municipale di Piacenza.

Protagonista la Compagnia Nazionale del Balletto che danzerà sulle musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, arrangiate da Marco Schiavoni, con le coreografie di Maria Grazia Garofali. I ruoli dei due giovani amanti saranno interpretati dalle étoiles internazionali Letizia Giuliani e Giuseppe Picone.
Uno spettacolo che va a sostituirsi, per causa di forza maggiore, a quello annunciato ad inizio stagione che prevedeva l’impegno del Balletto del Teatro Nazionale di Belgrado nella prima rappresentazione italiana del balletto di Sergej Prokof’ev Romeo e Giulietta coreografato da Giuseppe Picone. Un cambio di programma resosi necessario dopo che le inondazioni, che hanno colpito la Serbia nel mese scorso, hanno rovinato le scenografie del balletto con conseguenti danni al Teatro di Belgrado.

Il balletto basato sul dramma shakespeariano, per la prima volta messo in scena nella versione di Čajkovskij, è coreografato da Maria Grazia Garofoli che ha voluto Shakespeare stesso nelle vesti del narratore che racconta le sue storie, ma ispirate dagli stessi interpreti che gli consegnano la loro gioia, i loro amori… La loro anima e tutta la narrazione sfuma nell’intensità delle emozioni, e nella profondità della passione.
Una decisione che la coreografa ha preso alla luce del fatto che spesso quando si affida ad un coreografo il compito di un nuovo lavoro talvolta “l’originale grido spontaneo potrebbe non far rinascere in noi la musica stessa; accade allora che le vecchie coreografie ma anche tutto ciò che aveva contribuito allo svilupparsi delle stesse, ha in qualche modo oscurato la luce dell’immediatezza originale”.
“In definitiva noi coreografi – ha aggiunto Garofoli – diventiamo lo strumento di un ritorno alla concordia, fra gestualità corporea ed i canoni accademici, alla ricerca di quella melodia primitiva che nel corso degli anni non è stata ritrovata, allora l’artificio (l’arte) da giusta opposizione che era, diventa rimedio di una nuova forza comunicativa ritrovata ed è proprio in virtù di questa forza dell’arte che nuove preposizioni si possono acquisire, quali il sogno della bellezza sia nel gesto virile che nella femminilità”.
Un grande ed intramontabile storia con il suo poetico ma tragico finale in cui Romeo si reca sulla tomba di Giulietta e vi incontra Paride venuto a portare fiori alla fidanzata morta. Un duello ha luogo tra i due giovani e Paride, morente, chiede a Romeo che accetta, di adagiarlo vicino a Giulietta. Romeo contempla la bellezza luminosa di Giulietta e l’abbraccia prima di bere il veleno e morire a sua volta. Fra Lorenzo è sconvolto nello scoprire i corpi di Romeo e di Paride. Assiste al risveglio di Giulietta e tenta di convincerla a seguirlo e andarsi a rifugiare in convento. Ma Giulietta che scopre il corpo di Romeo mortogli vicino si pugnala con la spada del suo amante e muore al suo fianco.
Il principe, Capuleti, e il vecchio Montecchi si recano al cimitero. Fra Lorenzo narra loro la storia triste degli “amanti di Verona”. I due padri sfiniti dal dolore deplorano quest’odio, causa delle loro disgrazia. Si riconciliano sul corpo dei loro figli e promettono di erigere alla loro memoria una statua d’oro puro.

www.teatripiacenza.it

Michele Olivieri

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