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Alonzo King apre Bolzano Danza 2016

Alonzo King - Lines Ballet in "Writing Ground". © Ph. Margo Moritz

Fondatore nel 1982 del “LINES Ballet” a San Francisco, Alonzo King è da oltre un quarto di secolo un’icona della danza mondiale. Autore di coreografie esuberanti e vertiginose, di una danza post-classica e plurima di stili, capace di assorbire influenze modern, jazz e afro e di restituirle in una combinazione vibrante e d’effetto, King non smette di stupire a ogni creazione.

Il pubblico di Bolzano lo ha conosciuto diversi anni fa, ospite con il suo LINES Ballet della stagione invernale 2008/09. Apre dunque all’insegna della grande danza (lunedì 18 luglio, ore 21.00, Teatro Comunale, Sala Grande) la 32esima edizione del Festival “Bolzano Danza/Tanz Bozen” 2016 con un dittico di lavori di Alonzo King di recente ideazione: “Biophony” (2015) in prima italiana a Bolzano, e “Writing Ground”, creato nel 2010 per Les Ballets de Monte-Carlo ed entrato nel repertorio del LINES Ballet nel 2013.

Coreografo multiculturale e sfaccettato, Alonzo King è autore globale nella cifra stilistica e nelle scelte musicali. Negli anni ha sondato la musica più disparata per riscoprire attraverso di essa le inesauribili potenzialità del corpo danzante puro. Dalle melodie arabe alla musica indiana, dal free jazz a Vivaldi, la sua danza rigorosissima, costruita su rinnovate forme classiche ed imprevedibili geometrie, ha esplorato sempre nuove direzioni musicali. Il dittico proposto al Festival ne è un esempio: il brano d’apertura, “Biophony”, si basa su una colonna sonora originale di Richard Blackford che insieme a Bernie Krause, artista da quarant’anni impegnato nella registrazione di suoni della natura nel mondo, costruisce uno sfondo magico alla danza. Sulla scena gli ambienti sonori che Krause ha catturato rivelano un’orchestra complessa e vivente, tra suoni di orche marine e gracidare di rane. La tecnica classica si distilla per divenire purezza elementare e rammentare la parentela con il creato. Un’incantevole fusione tra due mondi, quello civilizzato e quello primitivo.

“Writing Ground”, invece, si basa su un collage di musiche sacre di diverse religioni – dal giudaismo al cristianesimo, dall’islam al buddismo tibetano – e si ispira ai poemi di Colum McCann. “Si può dire che il linguaggio del movimento – spiega Alonzo King – contenga delle parole. Le parole, siano esse scritte o parlate, sono suoni e forme che hanno un senso e che si usano per comunicare delle idee. Nel movimento le forme sono il risultato della distillazione di idee in simboli, che si usano ugualmente per comunicare. Creando un linguaggio di movimento, noi emaniamo dei pensieri e delle idee per conferire ad essi una forma visibile”.

Biophony

Coreografia Alonzo King

Musica e ambiente sonoro Bernie Krause, Richard Blackford

PRIMA ITALIANA

Writing Ground

Coreografia Alonzo King

Musica Collage di musiche sacre di diverse religioni

Michele Olivieri

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