martedì , 26 settembre 2017
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Il 16 giugno 1961 cambiò la vita di Rudolf Nureyev

Rudolf Nureyev

Rudolf Nureyev è considerato internazionalmente una vera e propria icona della danza mondiale, una di quelle figure quasi mitiche e inarrivabili. Ma se dovessimo cercare un punto di svolta determinante per la sua straordinaria carriera fu quanto accadde il 16 giugno 1961.

Rudolf Nureyev in "Le Corsaire".
Rudolf Nureyev in “Le Corsaire”.

L’Unione Sovietica provocò un profondo scompaginamento della vita culturale russa, tanto che Rudolf Nureyev poté iniziare gli studi tersicorei solamente nel 1955 all’ età di 17 anni, quando gli fu acconsentito di entrare all’Accademia Vaganova del Kirov, nell’allora Leningrado. Immediatamente fu riconosciuto il suo straordinario valore e in poco tempo divenne famoso in tutta l’Unione Sovietica, grazie anche al forte radicamento della danza nella tradizione russa che donava ai ballerini una grande considerazione sociale. Per questi riconoscimenti, Nureyev ebbe il raro privilegio di poter viaggiare fuori dai confini sovietici e di esibirsi anche all’International Youth Festival di Vienna. Tuttavia il suo carattere molto difficile iniziò a manifestarsi insieme al suo talento e, per motivi disciplinari, gli fu ritirato il permesso di lasciare l’URSS.

Il 16 giugno 1961 il destino gli diede la possibilità di cambiare la sua sorte. A causa di un infortunio all’ultimo momento del Primo Ballerino del Kirov Kostantin Sergeyev, a Nureyev fu permesso di sostituirlo in un’esibizione a Parigi. Il pubblico e la critica rimasero estasiati ed esaltati dalla prestazione del talento russo. Nuovamente però, al termine della rappresentazione, Nureyev infranse le regole imposte dal regime che vietavano di frequentare stranieri. Per questo motivo, dopo diversi ammonimenti, fu accompagnato all’aeroporto della capitale francese per essere rimpatriato. Temendo di non poter più lasciare i confini dell’Unione Sovietica, Rudolf Nureyev all’aeroporto parigino di Le Bourget chiese asilo politico alla Francia, trasgredendo l’ordinanza ricevuta. Sebbene questa decisione non gli consentì di tornare in Russia fino al 1987, grazie ad un permesso speciale concessogli da Michail Gorbachov, Nureyev acquisì quella libertà personale che gli permise di consacrarsi a livello mondiale.

 

 

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