giovedì , 14 dicembre 2017
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“Chanteuse de rues”: Micha van Hoecke evoca il mondo di Édith Piaf

Micha Van Hoecke.

A cento anni dalla nascita di Piaf, celebrati lo scorso anno, il Ravenna Festival continua il suo omaggio affidando all’arte visionaria di Micha van Hoecke il compito di tracciarne un ritratto in musica, danza e parole, secondo lo stile più congeniale al coreografo russo-belga. Nasce così Chanteuse de rues, cantante di strade – plurale – perché Édith non è stata solo il “passerotto” di Francia, ma un’artista che ha impresso il suo segno nell’immaginario collettivo.

La nuova creazione di Micha van Hoecke prodotta dal Festival sarà in scena martedì 28 giugno ore 21 al Teatro Alighieri. Le musiche affiancano registrazioni originali di Édith Piaf, Yves Montand e Charles Aznavour alle improvvisazioni ed elaborazioni di un ‘maestro’ della fisarmonica come Simone Zanchini.

Van Hoecke sceglie di farne un ritratto in absentia, mai portandone in scena l’icona, ma suggerendone i tratti e il suo habitat naturale. Un susseguirsi di quadri scenici affollato di quei personaggi colorati e lunari che circondarono la sua vita, a cominciare da Jean Cocteau, che andava ad ascoltarla nel locale notturno dove si esibiva e che poi le dedicò la famosa pièce Le bel indifférent. “Non sono mai stati accostati in uno spettacolo – osserva van Hoecke -, ed è strano dato che si avverte un forte rapporto fra loro. Cocteau si mescolava volentieri al popolo della notte che affollava il cabaret dove si esibiva Piaf. E a lei si è ispirato per scrivere questo testo teatrale. Inoltre, per una curiosa coincidenza del destino, Cocteau morì in seguito a un infarto poche ore dopo di lei”.  Le bel indifférent – che in realtà è un lungo monologo, affidato in prima istanza proprio alla Piaf per il debutto al Théatre des Bouffes- Parisiens –  diventa così un filo rosso per cucire insieme i vari frammenti onirico-visionari dello spettacolo. Mosaico (ri)sonante delle canzoni d’amore – sempre impossibile e spesso scritte dalla stessa Piaf – dove affiorano tutte le sfaccettature della sua anima, dalla dimensione spirituale al bisogno bulimico d’amore. Chanteuse de rues è un lungo affresco e insieme evocazione di affetti e nostalgia per quella stagione intensa, in parte condivisa dallo stesso coreografo, che negli ultimi anni di vita della cantante viveva a Parigi e ne respirava umori e atmosfere.

Nello spettacolo di Micha van Hoecke, Cocteau è interpretato da Marta Capaccioli punteggiando i vari quadri dell’azione, alternandosi a cammei di altri personaggi calzati variamente da Gloria Dorliguzzo, Rimi Cerloig e Viola Cecchini. In mezzo, apparizioni follette come quelle di Yuri Mastrangeli, giovane e talentuoso danzatore che ha lasciato da poco l’Opera di Roma per approdare al Balletto di Novosibirsk. “Trovo in lui – spiega Micha – qualcosa che aveva Jean Babilée”, un fuoco sacro per la danza, qualcosa che lo accende dall’interno. Nello spettacolo incarna uno spirito danzante di Piaf, così come il poetico personaggio, sorta di Pierrot buffo e malinconico, calzato da Miki Matsuse – compagna d’arte e di vita del coreografo. Ma c’è spazio anche per i momenti bui, per le storie di nera che affioravano nelle canzoni della Piaf e dalla sua voce graffiata, come il clown che ammazzò la moglie e che qui viene interpretato da Ivan Merlo – un passato diverso, intorno al teatro ma non da attore –, che si presta a un altro mestiere, si reinventa con entusiasmo e partecipazione. È un’altra delle sfide amate da van Hoecke, pronto a coinvolgere tutti nel suo quadrato magico. Nella scatola nera che mai come nei lavori di questo artista estroso e umanissimo sa riempirsi di luci e toni di poesia.

Ad agire la performance sono i DanzActori di Ravenna Festival, (Marta Capaccioli, Martina Cicognani, Francesca De Lorenzi, Alberto Lazzarini, Giorgia Massaro, Chiara Nicastro e Alice Pieri) un gruppo di giovani selezionato negli anni da Cristina Mazzavillani Muti e cresciuto alla versatilità in scena.

Teatro Alighieri, martedì 28 giugno ore 21

www.ravennafestival.org

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