martedì , 24 ottobre 2017
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La stagione 2016/17 del Teatro Carlo Felice

La Compañia Nacional de Danza aprirà la stagione al Teatro Carlo Felice con Don Quijote. © Ph. CND - Patricio Valverde.

Partirà a novembre la nuova stagione del Teatro Carlo Felice di Genova che vedrà il teatro genovese impegnato per quattro appuntamenti di danza.

Ad aprire la stagione del Teatro Carlo Felice sarà la Compañía Nacional de Danza de España dal 24 a 27 novembre con Don Quijote. La versione della compagnia spagnola, ha debuttato al Teatro de La Zarzuela di Madrid il 16 dicembre 2015 e segna il ritorno della compagnia, dopo oltre venticinque anni, ad un balletto classico completo.

Il coreografo José Carlos Martínez, direttore artistico della CND dal 2010, spiega così i criteri con cui ha lavorato: “Ho usato come base la coreografia originale di Marius Petipa, insieme con le varie versioni che ho avuto occasione di danzare (Nureyev, Baryshnikov, Gorski). Mi sembrava importante mantenere la struttura coreografica del balletto, ma volevo anche “dipingere” un Don Chisciotte più poeticamente sfumato nella sua ricerca dell’amore perfetto, incarnato da Dulcinea. Al tempo stesso, avevo il bisogno di ricondurre tutto all’essenza della nostra danza. Penso che sia molto importante per un Don Chisciotte prodotto da una compagnia di danza spagnola, anche se si tratta di un classico franco-russo, rispettare la nostra cultura e la nostra tradizione.

Il secondo appuntamento vedrà la Scuola di Ballo dell’ Accademia del Teatro alla Scala, calcare il palcoscenico genovese con la sua Cenerentola. Il direttore Frédéric Olivieri ha  coreografato questa versione di Cenerentola di Prokof’ev su misura per i suoi allievi. Una versione molto rispettosa del libretto originale di Nicolai Volkov e delle atmosfere suggerite dalla partitura di Prokof’ev. La coreografia è di stampo classico-romantica all’insegna della grazia e dell’eleganza, che lascia spazio alla manifestazione dei sentimenti e alla dimensione fiabesca, pensata per mettere in luce e valorizzare le doti dei giovani interpreti. Lo spettacolo ha debuttato con grande successo al Piccolo Teatro Strehler di Milano il 29 aprile 2015 e a Genova sarà presentato dal 2 al 4 dicembre, con un doppio appuntamento previsto per il giorno 3.

Particolarissimo sarà il titolo che Les Ballets de Monte-Carlo presenterà in primavera. Lac, ovvero lago, semplicemente e sinteticamente. Così il coreografo Jean-Christophe Maillot, direttore della compagnia, ha intitolato la sua rilettura del Lago dei cigni, un progetto meditato per dieci anni e per realizzare la drammaturgia del quale ha voluto accanto a sé lo scrittore Jean Rouaud, vincitore nel 1990 del Premio Goncourt. Da lotta tra il bene e il male, gli autori hanno trasformato la storia d’amore tra il principe Sigfried e la principessa Odette, in uno scontro tra figure materne ambiziose e dominatrici. Le Madri sono infatti le vere protagoniste di Lac, un Lago dei cigni che fonde balletto classico e danza moderna dando vita ad uno spettacolo drammatico, sensuale e attraversato dall’inizio alla fine da una tensione degna di un thriller.

Lo spettacolo si avvale delle musiche originali di Čajkovskij con aggiunte ad hoc di Bertrand Maillot e ha debuttato il 27 dicembre 2011 al Grimaldi Forum di Monaco, riscuotendo un grande successo sia di pubblico che di critica.

A chiudere la stagione sarà l’Aterballetto che nel programma della sua serata metterà in scena tre titoli: L’eco dell’acqua, 14’20’’ e BLISS. In L’eco dell’acqua Philippe Kratz intreccia la poesia di Goethe “Canto degli spiriti sulle acque” e un fatto di cronaca, l’abbattimento di un aereo civile da parte di un missile: come l’acqua, anche l’anima viene dal cielo e al cielo ritorna.

Di tutt’altro stampo è invece il filo conduttore per la coreografia di Jiří Kylián che dichiara: «Il titolo 14’20” deriva semplicemente dalla durata di questo pezzo. Si tratta, infatti, di una parte dell’opera originale intitolata 27’52”. La nostra vita sembra essere scandita dal tempo, ma “tempo” è un termine astratto: non sappiamo cosa sia il tempo. Abbiamo creato macchine che misurano il tempo in maniera molto più accurata rispetto a prima. Questo aspetto è sicuramente molto importante, ma diversi filosofi ci dicono che il “tempo” non esiste, ci insegnano che il “tempo” è solo un’invenzione degli esseri umani. Tutto ciò è possibile, ma una cosa è certa: il nostro tempo è scandito da due brevissimi momenti, il momento in cui nasciamo e quello in cui moriamo. L’opera che ho realizzato non riguarda solo il “tempo”. Affronta anche altri temi quali la “velocità”, l’“amore” e l’“invecchiamento”. In effetti è tutto molto semplice, ma anche incredibilmente complicato e, di sicuro, totalmente inspiegabile.»

Il pezzo conclusivo della serata sarà BLISS una coreografia affidata a Johan Inger, vincitore di quest’anno del Prix Benois de la Danse e coreografo del Netherlands Dance Theatre. Egli del suo lavoro dice: «Il punto di partenza di questo nuovo spettacolo, Bliss, è la musica del Köln Concert di Keith Jarrett, che, oltre che il sottoscritto, ha inspirato e toccato milioni di persone grazie al suo perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita. Il mio compito, insieme a quello dei danzatori, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi è presente sia una sfida compositiva che emotiva. Oggi mi è stato chiesto di dare un’idea di cosa sarà il mio lavoro, ma la verità dello spettacolo dovrà essere scoperta attraverso il mio incontro con i danzatori  e, insieme, dal nostro incontro con la musica del Köln Concert.  Quindi eccoci qui, tutti quanti, non importa quale sia la nostra esperienza. Siamo “principiante” l’uno nei confronti dell’altro e nei confronti della musica che darà voce a questo nuovo incontro.»

A cura di Alessia Campidori

Visita il sito ufficiale del Teatro Carlo Felice cliccando qui.

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