sabato , 25 novembre 2017
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10 curiosità sul Tango che forse non sapevi!

Tango Night, "Un ultimo tango". © Ph. Gabriela Malerba

Il Tango è, per chi lo pratica, una vera e propria filosofia di vita, un modo di essere, una forma di espressione artistica.

Facendo seguito alla settima edizione del Campionato Europeo di Tango, che si è tenuto dal 5 al 10 luglio scorsi a Cervia, e in occasione delle Finali del Mundial 2016 (dal 18 al 31 agosto a Buenos Aires) eccovi:

10 curiosità sul Tango che forse non tutti sanno!

  1. Il 30 settembre del 2009 il Tango Argentino diventa Patrimonio della Umanità, poiché «promuove il dialogo e personifica la diversità culturale, rappresentando l’essenza di una comunità e pertanto merita di essere salvaguardato».
  2. Il tango era una cosa da uomini. In origine veniva ballato da coppie formate non da uomini e donne, bensì da soli uomini – Compadritos -, come testimoniano le fonti scritte – e soprattutto fotografiche – dell’epoca. Si trattava di una dimostrazione di abilità, di fare bella figura.
  3. I tangueri di tutto il mondo parlano tra loro prevalentemente in spagnolo, anche se la vera lingua del tango si chiama lunfardo. Il dialetto di Buenos Aires, che in realtà è un vero e proprio slang, nato e utilizzato nei bassifondi delle città alla foce del Rio de La Plata, è caratterizzato sia da contaminazioni provenienti da lingue e dialetti dei vari Paesi d’origine degli emigrati sia da particolari accorgimenti, come l’inversione delle sillabe, per cui ad esempio “tango”, in questa lingua, diventa “gotan”.
  4. Per una tanguera la scarpa è tutto. Le scarpe non sono infatti solo un mero accessorio, ma un elemento importantissimo per esplorare le sensazioni del nostro corpo. Tra l’altezza del tacco, il colore, gli inserti, la scelta della scarpa è quindi fondamentale e può portare le tanguere a viaggiare in tutto il mondo, anche fino a Buenos Aires per cercare quella giusta.
  5. Quello tra il tango e il cinema è un amore secolare. La carriera di Rodolfo Valentino viene lanciata proprio dal suo tango nel film del 1921 I quattro cavalieri dell’apocalisse. Da allora sono moltissime le star del cinema che si sono cimentate in questa danza, da Al Pacino in Scent of a Woman a Marlon Brando e Maria Schneider, che consumano in questa danza il loro dramma di eros e morte in Ultimo tango a Parigi.
  6. Tangoterapia. Il tango fa bene al corpo e alla mente. Sulla base di studi scientifici, in molti ospedali questo ballo viene utilizzato come terapia nei percorsi di riabilitazione di diverse malattia come il Parkinson, sclerosi e altre malattie neurologiche.
  7. Il tango e i giovani. Anche se è considerato come un’attività d’altri tempi, sono i giovani la vera ricchezza delle scuole di tango.
  8. Un look perfetto e studiato è fondamentale per le tanguere, che passano ore a curare costumi e acconciatura per l’esibizione.
  9. Il tango sta avendo sempre più seguito: adesso si balla anche in pausa pranzo! A Milano ha appena aperto un locale in cui a mezzogiorno si possono trovare medici, avvocati, fotografi architetti, che, oltre al pranzo, si dedicano alle milonghe.
  10. Questa danza segue un vero e proprio rituale fatto di codici ben precisi e sempre uguali in ogni parte del mondo. Ad esempio è l’uomo che va a prendere la sua dama al tavolo e poi la riaccompagna al suo posto alla fine della tanda. L’atteggiamento della donna non è passivo come sembra, poiché anche lei cerca insistentemente lo sguardo di colui con il quale desidera ballare. Per rifiutare, l’uomo si limita a distogliere lo sguardo, così come può fare la donna quando non vuole ballare con un uomo che le sta facendo una “Mirada”.

Il Tango Argentino, “pensiero triste che si balla”, è molto di più di una danza.

http://www.eutango.com\

Ronda Final Tango de pista WTC 2016 - Campeones Edwin Espinosa & Alexandra Yepes nro. 186

Un video della Finale di Tango de Pista dal 5º Campionato Italiano tenutosi a Roma (aprile/maggio 2016).

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2 commenti

  1. l’articolo e’ carino, pero’ vorrei “bacchettarvi metaforicamente” un po’ sulle mani (o sui piedi, visto il contesto) perche’ tra le righe si percepiscono degli stereotipi sul tango che, per la mia esperienza, contribuiscono a tenere lontani i “giovani” da questa danza.

    Su 10 punti ben due punti (il 2 e l’8) danno l’errata percezione ad un profano che per le donne (o follower se vogliamo) l’estetica sia la cosa importante, forse piu’ del ballare stesso. Ho un sacco di amiche ballerine che non si avvicinano a questa danza perche’ spaventate da false idee che sia richiesta una precisa estetica (tacchi alti, bei vestiti).

    Preferirei vedere meno tacchi e gonne con spacco e piu’ jeans e sorrisi in pista:

    https://www.facebook.com/tombarilequio/photos/a.258153227697978.1073741827.258151054364862/533839906795974/?type=1&theater

  2. Caro Diego,
    anzitutto la ringrazio del suo commento: è sempre piacevole e costruttivo poter avere un confronto.
    Capisco la sua osservazione riguardo agli stereotipi del Tango, tuttavia la sua analisi dei punti 2 e 8 diciamo che non mi trova del tutto concorde e cerco in poche righe di spiegarmi meglio.
    Nel punto 2 il riferimento è chiaramente al passato: personalmente oggigiorno mi è capitato raramente di assistere a balli di coppie formate da soli uomini e forse con la stessa frequenza ho assistito a legazioni coreografiche tra sole donne.
    Il punto 8 invece si riferisce alla cura estetica che per una tanguera (e per una ballerina in generale) è davvero importante, anche se certamente non come il ballare stesso. La scelta di usare o meno “tacchi e gonne con spacco” di per sé non esula dalla ricerca del proprio look perfetto per l’esibizione e per sentirsi nel modo migliore con se stessi durante il ballo.

    Come giustamente afferma lei probabilmente alcuni stereotipi non fanno avvicinare alcuni, però credo che quegli stessi stereotipi stuzzichino la curiosità di molti altri giovani (anche in Italia) verso questa arte.

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