giovedì , 27 luglio 2017
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Petizione Danza: 10 punti importanti per firmare!

Petizione Danza: circa una settimana fa il Mº Luciano Mattia Cannito ha lanciato una raccolta di firme contro la chiusura dei Corpi di Ballo ed a sostegno delle Fondazioni Liriche. Una lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere di non soffocare la passione di 1’400’000 giovani italiani che sognano di diventare ballerini.

Per visualizzare la lettera completa e firmare la Petizione Danza clicca qui.

Vogliamo riportare dieci punti di informazioni importanti riportati sempre dal Mº Luciano Cannito. Obiettivo di tale raccolta di firme è tutelare il futuro della Danza in Italia e con esso la passione di un numero incredibile di giovani che si vedono costretti, purtroppo, ad emigrare all’estero.

1. Questa non è una campagna di odio verso nessuno. È una campagna di amore verso i giovani che amano l’arte della danza e che sono una parte sanissima e pura della nostra società.

2. Impedire la chiusura dei Corpi di Ballo delle Fondazioni Lirico Sinfoniche e ripristinare la maggior parte di quelli arbitrariamente chiusi è una grande battaglia civile, culturale e storica di tutti, non solo mia e di coloro che stanno lavorando qui a Roma per promuoverla, lanciarla ed organizzarla.

3. Io sono un semplice cittadino che, come voi, crede che la cultura sia una priorità non sacrificabile e che sia una bestemmia per una nazione civile chiamarla “costo”.
Sono onorato della fiducia che mi avete riservato nel farmi vostro portavoce e sto semplicemente facendo del mio meglio per fornire tutte le informazioni possibili a coloro che non ne hanno. Soprattutto all’esercito di giovani che studiano danza e che per motivi anagrafici non possono ancora conoscerle, a tutti coloro che hanno dedicato la propria vita alla danza e che pertanto trascorrono l’intera giornata in una sala di danza, a tutti i genitori dei danzatori che fanno spesso grandi sacrifici per proteggere la passione dei propri figli.

4. Non basta firmare questa petizione. Deve essere invece il primo passo di un impegno diretto di condivisione di informazioni, di promozione della petizione e delle notizie in essa contenute, a tutti gli amici e conoscenti.

5. Non basta condividere un post sulla bacheca. Bisogna parlare con le persone, raccontare cosa sta accadendo in Italia, spiegare che esiste una discriminazione culturale rispetto all’arte della danza che non ha il minimo senso storico perché costituzionalmente non esistono cittadini di serie A e di serie B, dunque non esistono arti di serie A e di serie B.
Bisogna invitare a firmare, condividendo il link della petizione con la maggior parte dei propri contatti email e soprattutto WhatsApp .
Facebook è eccellente per l’informazione, ma il contatto diretto è fondamentale per l’azione.

6. Non smettere di sentirsi promotori in prima persona di questa lotta.

7. Non creare nessuna rivalità con le grandi Associazioni Culturali che rappresentano la danza, perché questa è anche la loro battaglia. Bisogna collaborare insieme, quando possibile, per una maggiore presenza capillare sul territorio. Chiedete il loro supporto perché è un loro dovere fornirvelo se siete loro associati. Ricordate che non esiste alcun conflitto né concorrenza con qualsiasi Associazione o Sindacato di categoria, perché questa raccolta firme nasce da un movimento civico e culturale spontaneo, che non appartiene a nessuna sigla ed a nessun partito politico.

8. Chi ne ha la possibilità crei un comitato locale, in modo semplice, spontaneo e libero da qualsiasi ingerenza ideologica. Inizialmente solo per raccogliere quante più firme possibile, partendo da tutti coloro che amano e praticano la danza. Non c’è alcun bisogno di atti legali perché per legge tutti i cittadini possono farlo liberamente per difendere i propri diritti. Potremo così coordinarci più facilmente con il team di Roma e decidere successivamente ulteriori azioni di tutela della danza avendo a disposizione un network di base già presente sul territorio. Anche comitati di poche persone, sommati a tutti gli altri, fanno grandi numeri.

9. Non chiedete favori a politici o ad amministratori, tanto ci considerano innocui sognatori che fanno un’attività inutile. Nessun favore personale per voi o la vostra attività. Dovete semplicemente dire loro che alle prossime elezioni voterete solo chi si impegna personalmente per la tutela della cultura e delle arti nel territorio. Anche se vi sembra aleatorio, in realtà a medio e lungo termine, con amministratori illuminati c’è sempre un incremento delle attività di spettacolo, maggior rispetto della vostra professione, maggiore considerazione sociale e conseguente crescita economica.

10. La stragrande maggioranza del mondo della danza (la parte più bella e più pura), è composta di minori che la studiano e che, proprio perché minorenni, non possono firmare questa petizione. Mettetelo in conto quando tra qualche settimana verificherete i risultati della petizione. Impossibile che i numeri corrispondano a tutti gli utenti. Ci saranno tanti giovani e giovanissimi ancora indifesi che hanno come unico strumento di lotta fidarsi ciecamente delle promesse dei grandi.
Auguriamoci di essere all’altezza di tutelare i loro sogni e le loro future professionalità.

È un nostro dovere storico e civile. Un atto d’amore nei confronti di noi tutti.

Per visualizzare la lettera completa e firmare la Petizione Danza clicca qui.

Luciano Mattia Cannito

Coreografo e regista italiano, è stato Direttore Artistico del Balletto di Napoli, del Balletto di Roma, del Teatro San Carlo di Napoli (1998-2002), del Teatro Massimo di Palermo (2005-2013). Nel 2013 è stato nominato Vicepresidente della Commissione Lirica della SIAE. www.lucianocannito.com
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