martedì , 26 settembre 2017
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Teatro alla Scala: torna il Lago firmato Ratmansky

Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko e il corpo di ballo - "Il lago dei cigni" di A. Ratmansky. © Ph. Brescia e Amisano - Teatro alla Scala.

Dopo il grande successo di pubblico e critica registrato lo scorso anno, torna anche nella stagione 2016/17 Il lago dei cigni nella versione curata da Alexi Ratmansky. Lo spettacolo sarà in scena al Piermarini dall’8 al 21 luglio.

Nicoletta Manni con Timofej Andrijashenko ne “Il lago dei cigni”. © Ph. Brescia e Amisano – Teatro alla Scala.

Un incantesimo che si può rompere solo con l’amore vero, le insidie di un mago, il fascino delle fanciulle-cigno, un lago fatato e il sinistro inganno del cigno nero. Il Lago dei cigni è il balletto più amato, quasi simbolo e icona del balletto stesso. Dopo l’atteso debutto la scorsa stagione e la tournée a Parigi, torna in scena Il lago dei cigni curato da Alexei Ratmansky che ha coinvolto gli artisti scaligeri nel suo affascinante lavoro di ricerca, ricostruzione e avvicinamento alle origini di un capolavoro, mettendo la sua straordinaria capacità artistica al servizio della partitura di Čajkovskij per il balletto immortale di Petipa e Ivanov.

Da un attento lavoro di studio delle notazioni Stepanov, ma anche di altri documenti del tempo, Ratmansky torna sui passi di Petipa e Ivanov al Teatro Mariinskij nel 1895, nel rispetto dello stile e delle intenzioni di Petipa, con uno sguardo rispettoso, sensibile e vivo. Dettagli di grande suggestione, umanità, drammaticità e grazia affiorano e fanno comprendere meglio la struttura del balletto originale, l’equilibrio tra danza e pantomima, lo sviluppo della vicenda e dei personaggi e il senso di una differente tecnica classica, lontana dal manierismo dell’imitazione di un cigno; riemerge la complessità suggestiva delle scene di insieme, molta azione, momenti psicologici, che danno il senso dell’intreccio, e portano a presentare la vicenda come una storia d’amore umana, più che come simbolo di classicismo.

Per maggiori informazioni visitate il sito: www.teatroallascala.org

Il lago dei cigni ripreso da Alexei Ratmansky: il soggetto

Atto I

Il corpo di ballo. © Ph. Brescia e Amisano, Teatro alla Scala.

Primo quadro. Parco del castello

Con una grande festa si celebra l’entrata nella maggiore età del principe Siegfried. Il principe giunge in compagnia di Wolfgang, il suo precettore; il suo migliore amico, Benno, i suoi compagni e i contadini presenti gli porgono gli auguri e lo dilettano con diverse danze. Contrariata dall’atmosfera

troppo allegra, la regina, madre del principe, ricorda al figlio che il giorno dopo, durante il ballo, dovrà scegliere la sua futura sposa tra le belle del regno. Siegfried cerca di non pensare all’imminente fine della sua vita da scapolo e si tuffa di nuovo nella festa. Si pianta il palo della cuccagna e Wolfgang, già piuttosto alticcio, allieta i presenti con una danza dei tempi della sua gioventù. Al termine della festa Siegfried e i suoi amici non hanno intenzione di coricarsi: il principe propone di andare a caccia. Benno indica la strada per il lago dei cigni.

Secondo quadro. Riva del lago, sotto la luna piena

Mentre sul lago nuotano silenziosi i cigni, i partecipanti alla battuta di caccia si avvicinano alla riva. I cacciatori vanno in cerca di una postazione adatta per poter abbattere i cigni. Il principe Siegfried resta solo. A un tratto gli appare la bellissima Odette, che si presenta come la regina dei cigni e gli rivela che, al pari delle sue compagne, è vittima dell’incantesimo di un malvagio stregone; soltanto l’affetto sincero di un uomo che non abbia mai promesso il suo cuore a nessuna fanciulla potrà liberarle. Solo dopo la mezzanotte, aggiunge Odette, è loro consentito riprendere sembianze umane per alcune ore. Siegfried è intimamente toccato dalla bellezza della regina dei cigni e dal suo destino ed è pervaso da un profondo amore per lei. Le promette di liberarla, mentre il malvagio stregone, che ha assunto l’aspetto di una civetta, spia sospettoso l’incontro dei due giovani. Odette supplica Siegfried di non aggredire lo stregone. Benno ritorna con i cacciatori e sta per lanciarsi sulle fanciulle-cigno, ma Siegfried ordina di lasciarle stare. Le fanciulle danzano davanti a Siegfried e ai cacciatori; poi, alle prime luci dell’alba, riassumono le sembianze di cigni. Odette mette in guardia Siegfried: il malvagio stregone è molto potente e farà di tutto per separarli.

Atto II

Terzo quadro. Castello, salone delle danze

Per la festa da ballo giungono al castello ospiti da ogni paese. Mentre sei ragazze si contendono i favori del principe, viene annunciato l’arrivo di altri ospiti: il cavaliere von Rotbart – lo stregone del lago – e la sua affascinante figlia Odile, che ha preso le sembianze della regina dei cigni. Gli ospiti si esibiscono nei balli del loro paese, intrattenendo i convitati con una danza spagnola, una tarantella napoletana, una czarda ungherese e una mazurca polacca. Siegfried ha occhi solo per Odile, la quale, mentre balla con il principe, gioca tutte le carte della seduzione. Nessuno capisce il significato degli sguardi d’intesa che ella scambia con Rotbart. Siegfried cade vittima del sortilegio della finta sosia e, frastornato, le chiede di sposarlo. Proprio in quel momento compare Odette, ma è troppo tardi: il principe ha dato la sua parola a un’altra, e Odette rimarrà per sempre vittima dell’incantesimo di Rotbart. Siegfried capisce di essere stato ingannato e precipita in un profondo sconforto.

Atto III

Martina Arduino con Nicola Del Freo. © Ph. Brescia e Amisano, Teatro alla Scala.

Quarto quadro. Riva del lago

È mezzanotte, al lago dei cigni le fanciulle-cigno attendono il ritorno della loro regina. Arriva Odette, al culmine della disperazione, e racconta che il principe non ha mantenuto la sua promessa di fedeltà. Sopraggiunge Siegfried; in preda all’angoscia e all’inquietudine, cerca tra le fanciulle la sua amata. Quando finalmente la scorge, le narra come il malvagio stregone l’abbia tratto in inganno, facendolo cadere nel tranello dello scambio di persona. Poi, contrito, chiede perdono a Odette, che glielo concede, ma gli ricorda che ormai dovrà rimanere cigno per sempre. Poi si butta nel lago e Siegfried la segue, unendosi a lei nella morte. Il suo sacrificio e la sua capacità di mettere l’amore sopra ogni cosa spezzano l’incantesimo dello stregone. Oltre la morte, le anime dei due amanti si uniscono per l’eternità.

Traduzione dal tedesco di Adriano Murelli. Per gentile concessione. Dal programma di sala Schwanensee, Zurigo, Opernhaus 2016.

IL LAGO DEI CIGNI

8, 11, 13, 15, 18, 19, 20, 21 luglio 2017

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Coreografia

Marius Petipa e Lev Ivanov

Messa in scena e integrazioni coreografiche

Alexei Ratmansky

Direttore

Michail Jurowski

Scene e costumi

Jérôme Kaplan

Luci

Martin Gebhardt

Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala

Con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala

Produzione Teatro alla Scala

Coproduzione tra Opernhaus Zürich e Teatro alla Scala

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