martedì , 24 ottobre 2017
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La ricetta del mio successo: intervista a Nadja Saidakova

Nadja Saidakova in "Tschaikowsky" di Boris Eifman con Vladimir Malakhov.
L’intervista a Nadja Saidakova di Alessandro Bizzotto sul numero 1/2014

Oggi è il compleanno di Nadja Saidakova e così abbiamo deciso di pubblicare l’intervista alla bella Principal dello Staatsballett di Berlino che Alessandro Bizzotto aveva realizzato nella stagione 2013/14 e contenuta nel numero cartaceo 1/2014.

Sempre Alessandro sull’ultimo numero di TuttoDanza ci ha raccontato l’emozionante addio alle scene di Nadja lo scorso 19 maggio con Onegin:

se non lo aveste ancora letto, cliccate QUI!

Buona lettura!

 

La ricetta del mio successo

Ossia pensare positivo, non perdere mai la classe del mattino e amare il proprio lavoro. Lei ci aggiunge talento, bellezza e carisma. E la lezione per arrivare ai vertici è servita. Nadja Saidakova, Principal dello Staatsballett di Berlino, ce ne ha parlato svelando i dietro le quinte della sua vita artistica e professionale. Come quella volta in Italia, quando…

La incontro nel pomeriggio di una Berlino uggiosa. Nadja Saidakova è fasciata in un nero che esalta la carnagione bianchissima: dagli occhi tracima quel magnetismo che in scena deflagra irresistibile, facendone una delle ballerine più affascinanti e amate della sua generazione.

Formata alla State Ballet Academy di Perm, in Russia, è arrivata in Germania giovanissima e, dopo una breve esperienza a Düsseldorf, è entrata nella compagnia della Staatsoper di Berlino. Subito con il titolo di Principal. Per rimanervi anche dopo la fusione delle compagnie berlinesi nello Staatsballett Berlin diretto da Malakhov.

In una lunga sala della Deutsche Oper, Nadja sorride mentre mi parla della mattinata di lavoro e mi chiede del mio viaggio da Milano. Dietro lo sguardo amabile, s’intravede il rigore d’acciaio di un’autentica perfezionista.

Domani hai spettacolo: come affronterai la giornata?

Inizio sempre con la sbarra a terra, e insegno a chi la fa con me. Poi c’è la classe: devi seguirla, è come meditare, come una vitamina per il mio fisico. Un po’ di prove, senza eccedere, e la preparazione delle punte…

… quanto tempo impieghi a prepararle?

Se lo faccio per uno show sono molto scrupolosa, e impiego più tempo rispetto a quando preparo le punte per le prove. Dopo la nascita di mio figlio sono molto più occupata, e la preparazione delle punte per le prove si è accorciata!

Tuo figlio viene a vederti ballare?

Sì, soprattutto a vedere balletti che già conosce.

Ha un balletto preferito?

Gli sono sempre piaciuti spettacoli con momenti strani, soprannaturali. Gli piace venire a vedermi ballare Giselle: una delle sue scene preferite è quando esco dalla tomba, apparendo come per magia. Per lui è il clou del balletto! Gli piace anche il secondo atto di Peer Gynt di Heinz Spoerli, quando invecchio all’improvviso.

E trovi il tempo di riposare, prima di andare in scena?

Dipende ancora da mio figlio! Ma ci provo sempre. Per me, ad ogni modo, è importante arrivare in teatro con il dovuto anticipo, per riscaldarmi e prepararmi.

Non come nel film Il cigno nero, in cui la protagonista arriva pochi minuti prima dell’ouverture per Il lago dei cigni.

È qualcosa che succede solo negli incubi! I brutti sogni capitano a tutti: arrivare all’ultimo, o perdere un’entrata in scena. Ricordo un incubo orribile, quando ballavo Nikiya in La Bayadère: una notte ho sognato di essere pronta per l’atto delle ombre, tutto sul palco era bianco e candido… e, a pochi secondi dal mio ingresso, ho guardato a terra, alle mie punte, e mi sono accorta di avere dei nastri verde fluorescente! È stato orribile!

Nadja Saidakova con Kaniskin in Onegin. © Ph. Enrico Nawrath.

Quali ruoli ti fanno sentire più a tuo agio: quelli brillanti o quelli drammatici?

È strano, ma tendo a considerare il balletto su cui sto lavorando il mio preferito. E la cosa più bella è avere un repertorio diversificato: amare lo spirito brillante di una creazione mi aiuta ad essere romantica nel balletto successivo. Se posso prendermi il mio tempo e le mie pause, adoro esprimermi prendendo direzioni completamente diverse: è questo che mi fa amare il mio lavoro, essere una ballerina. La cosa importante in scena è non essere vuota. È finita, altrimenti.

Prima di uno spettacolo: ansia?

Ogni volta! Forse, oggi che sono una Principal e sento il peso della responsabilità, più che agli inizi. Ma so come controllarla.

Il momento più stressante?

In Italia, credo! Il passo a due da Lo Schiaccianoci per un Gala a Milano, alla Scala. Filmato e trasmesso in tv. Ero parecchio stressata! Un teatro nuovo, il palco in pendenza… per niente facile. Ho provato a controllare lo stress, ma mi sono sentita sotto pressione e non sono riuscita a godermi lo spettacolo come avrei voluto.

Qual è il segreto della tua forma fisica?

Pensare positivo! Non devi perdere l’ottimismo e devi amare ciò che fai.

Quali sono i tuoi film preferiti?

Mi piace parecchio la saga di Alien con Sigourney Weaver. E adoro I ponti di Madison County con Meryl Streep e Clint Eastwood.

Se potessi invitare cinque celebrità a cena, chi sceglieresti?

Sting. Il tenore Rolando Vilazon. Meryl Streep. Sono una fan di tutti i suoi film, è un grande modello di recitazione per me. Poi Aleksandr Sergeevič Puškin: ricordo quando, in Russia, leggevo il suo Onegin a scuola. Bellissimo! E Tchaikovsky: ogni volta che ascolto la sua musica mi chiedo cosa può aver avuto nell’anima un essere umano per creare quelle partiture straordinarie. Ho le sue musiche per Onegin e Il lago dei cigni sul mio iPod e, quando sento la musica del Pas de deux dello Schiaccianoci in radio, non spengo mai: mi fermo e la ascolto. Fino alla fine.

Alessandro Bizzotto

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