giovedì , 15 novembre 2018
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L’histoire de Manon: questa sera la prima al Teatro alla Scala

Svetlana Zakharova e Roberto Bolle ne "L'histoire de Manon". © Ph. Brescia e Amisano, Teatro alla Scala.

A suggellare la Stagione di Balletto 2017-2018, dopo i successi della tournée in Cina e prima di partire per l’Australia, il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala torna in scena al Piermarini: dal 17 ottobre  al 2 novembre per sette recite di L’histoire de Manon  di Kenneth MacMillan, straordinario balletto, titolo classico ma assolutamente moderno nella sua teatralità, il giusto punto d’incontro tra musica, passione, verità interpretativa e fonte letteraria. MacMillan ha dato nuova vita al personaggio creato da Prévost nel romanzo settecentesco Histoire du chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut e diventato popolare grazie al melodramma, delineando il fascino e la tragedia della protagonista, disegnando splendidi ruoli maschili in un balletto appassionante e coinvolgente sul piano drammatico, psicologico e coreografico: Manon, seducente giovane dal fascino pericolosamente innocente, cede alle lusinghe della ricchezza e si fa calcolatrice e corrotta; per il  fratello Lescaut è “merce di scambio”,  per il vecchio Monsieur G.M.  è l’oggetto del desiderio; per lo studente Des Grieux è il vero e puro amore. Manon – come sottolinea MacMillan –  ama la vita e non sa resistere al piacere che le offre.  È charmante, ma amorale. La sua innocenza si perde tra le tentazioni di una vita lussuosa. L’amore sincero per Des Grieux non le impedisce di portarlo alla degradazione e renderlo vile, ladro e assassino.

Virna Toppi e Marco Agostino.

Nei ruoli principali di Manon e Des Grieux, che per la prima volta interpretarono insieme nel novembre 2013 e poi ancora acclamati nel 2015, tornano per tre rappresentazioni le étoiles scaligere Svetlana Zakharova e Roberto Bolle (nella recita di apertura del 17 ottobre e ancora la sera del 19 e del 24, tutte pressochè esaurite)

Nelle recite del 19 pomeriggio (Invito alla Scala ) e nella recita del 20 ottobre (ore 20.30 ScalAperta, anche questa quasi esaurita) tornerà a danzare il ruolo protagonista Nicoletta Manni; al suo fianco, in debutto nel ruolo di Des Grieux sarà Timofej Andrijashenko.  Già interpreti dei ruoli nelle precedenti stagioni ma per la prima volta insieme, nella recita del 27 ottobre Emanuela Montanari e Claudio Coviello; la recita conclusiva del 2 novembre vedrà tornare nei ruoli Virna Toppi e Marco Agostino.

Accanto a Manon e Des Grieux, ruotano altri personaggi principali, perni della vicenda e simboli delle forze contrapposte a cui Manon soccombe e con lei la storia d’amore con il giovane studente Des Grieux. Parliamo innanzitutto di Lescaut (Nicola Del Freo, poi Christian Fagetti, in debutto nel ruolo, e Walter Madau) con la sua Amante (Martina Arduino, in debutto nel ruolo, poi Antonella Albano e Maria Celeste Losa), ma anche di Monsieur G.M.(che vedrà alternarsi Alessandro Grillo, Mick Zeni e Massimo Garon), di Madame (Deborah Gismondi e Beatrice Carbone) e del Carceriere (Mick Zeni in alternanza con Massimo Garon).

Nicoletta Manni con Nicola Del Freo e Massimo Garon.

Un balletto coinvolgente, e assecondato da un tessuto musicale creato ad hoc: MacMillan decise infatti di non rifarsi a Puccini e alla sua Manon Lescaut; assieme ai suoi collaboratori utilizzò musiche di Massenet, arrangiate e orchestrate; evitando di tradurre il melodramma in balletto, non usò nemmeno una pagina dall’omonima opera: fra le altre, pagine tratte da Le Cid e da Thaïs, da Don Quichotte e da Cleopatra, da Ariane a Cenerentola. Sul podio Felix Korobov.

Per saperne di più, appuntamento giovedì 11 ottobre, alle ore 18 presso il ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini” per il consueto appuntamento del ciclo “Prima delle Prime – Balletto”: Francesca Pedroni illustrerà il balletto nell’incontro dal titolo “Tra purezza e inganno, un destino al femminile”.

 

17, 19 (2 rappr.), 20, 24, 27 ottobre; 2 novembre 2018

Jules Massenet

L’histoire de Manon

Coreografia

Kenneth MacMillan

Supervisione coreografica

Julie Lincoln Yuri Uchiumi

Arrangiamento e orchestrazione

Martin Yates

Scene e costumi

Nicholas Georgiadis

 

Étoiles

Svetlana Zakharova

(17, 19s, 24 ott.)

Roberto Bolle

  (17, 19s, 24 ott.)

 

Direttore Felix Korobov

Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala

Produzione Teatro alla Scala

 

Date

Mercoledì 17 ottobre  2018  ore 20 – Prima rappresentazione

Venerdì  19 ottobre 2018  ore 14.30 – Invito alla Scala per Giovani e Anziani

Venerdì  19 ottobre 2018  ore 20 – Turno P

Sabato 20 ottobre 2018 – ore 20.30  – ScalAperta

Mercoledì 24 ottobre 2018 – ore 20  Turno R

Sabato 27 ottobre 2018 – ore 20  fuori abbonamento

Venerdì 2 novembre 2018 – ore 20  fuori abbonamento

 

Prezzi

da €  11  a    150  più prevendita

Recita ScalAperta (20 ottobre) da €  5,5 a €  75 più prevendita

www.teatroallascala.org

 

Svetlana Zakharova e Roberto Bolle. © Ph. Brescia e Amisano

“La mia Manon” – Kenneth MacMillan

La Manon dell’Abbé Prévost è una ragazza di sedici anni, che ama la vita

e non sa resistere al piacere che le offre.

È charmante, ma amorale. C’è in lei qualcosa di ancora infantile.

Non è fatta che d’istinto. Ama sinceramente Des Grieux e resta davvero

legata a lui, ma è incapace di vivere questo amore nell’indigenza, mentre le

molteplici tentazioni di una vita lussuosa le sono a portata di mano.

Senza nemmeno esserne cosciente, conduce alla degradazione

un giovane che diviene vile, ladro e che ammazza per lei.

Una delle cose che più mi ha intrigato in questo personaggio di Manon

è che non sembra esservi della logica nel suo comportamento.

In un momento va a vivere con Des Grieux, che lei ama, e il momento

successivo lo lascia perdere. La chiave della sua condotta si trova, io credo,

nelle sue origini: una famiglia dignitosa, sicuramente, ma modesta

e ben presto ridotta alla povertà in quel XVIII secolo dove le fortune

si creano e si disfano con la rapidità di un temporale. Ebbene, nella miseria,

si finisce per perdere tutta la dignità. E Manon ha talmente paura

della miseria! Meno della paura della povertà stessa

che della vergogna di essere povera.

È proprio questo che ho voluto mostrare nel mio balletto:

quella disparità tra la grande ricchezza e la grande povertà,

nella Francia del secolo dei Lumi!

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