martedì , 19 Marzo 2019
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Lo Schiaccianoci di Balanchine al Teatro alla Scala

Al centro, Martina Arduino. Lo schiaccianoci George Balanchine’s The Nutcracker® Coreografia George Balanchine © The George Balanchine Trust. © ph. Marco Brescia e Rudy Amisano – Teatro alla Scala

La stagione di Balletto 2018/2019 al Teatro alla Scala si apre con Lo Schiaccianoci di Balanchine, uno dei capolavori del celebre coreografo mai rappresentati in Italia. Undici le recite in programma, dal 16 dicembre al 15 gennaio! Biglietti in vendita nella nostra app TuttoDanza!

Con la firma di George Balanchine e il suo Schiaccianoci, spettacolo mai rappresentato prima in Italia, si inaugura la nuova Stagione di Balletto al Teatro alla Scala. George Balanchine’s The Nutcracker®, tra le più famose produzioni del capolavoro di Čajkovskij, è un balletto straordinario con scene emozionanti, di grande effetto, e un notevole dispiegamento di forze del Corpo di Ballo e dei più piccoli allievi della Scuola, impegnati in gran numero. La collaborazione con il Balanchine Trust continua dunque con un altro grande balletto a serata che entra in repertorio dopo Sogno di una notte di mezza estate e Jewels.

 

Nicoletta Manni e allievi della Scuola di Ballo. © Ph. Brescia e Amisano.

 

Sarà una prima nazionale e un debutto per la compagnia scaligera ad inaugurare la nuova Stagione di Balletto: un’apertura doppiamente scintillante, perché per l’occasione il sipario si aprirà su un nuovissimo allestimento, firmato da un grande nome del teatro, Margherita Palli che impreziosirà con la sua raffinatezza e poetica per la prima volta una produzione di balletto classico.

Caterina Bianchi e Mattia Semperboni durante le prove.

Per undici recite, dal 16 dicembre al  15 gennaio, più la consueta Anteprima dedicata ai Giovani il 15 dicembre, la magia della musica di Čajkovskji – sul podio lo specialista del repertorio russo Michail Jurowski – che vedrà impegnato anche il Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala  e la meravigliosa coreografia che si dispiega nei due atti, portandoci dalla realtà alla fantasia, affascinerà anche i più piccoli con suggestione ed incanto, stupore e magia, nell’atmosfera natalizia, ideale cornice per presentare per la prima volta questa produzione.

Alla Scala saranno coinvolti circa 130 artisti: i Primi Ballerini, i Solisti e gli artisti del Corpo di Ballo impegnati nelle danze e nei ruoli del primo atto, come la Signora e il Dottor Stahlbaum, gli ospiti della vigilia di Natale, il Signor Drosselmeier (nel ruolo Mick Zeni in alternanza con Alessandro Grillo) con i suoi regali Arlecchino, Colombina e il Soldatino, il Re dei Topi, il Valzer dei Fiocchi di Neve, e nel secondo atto nelle danze del Regno dei Dolci: la Fata Confetto e il suo Cavaliere (che saranno interpretati da Nicoletta Manni con Timofej Andrijashenko, Martina Arduino con Nicola Del Freo e dalla coppia di giovanissimi Caterina Bianchi e Mattia Semperboni); la Cioccolata dalla Spagna, il Tè Cinese, il Caffè dall’Arabia, I Bastoncini di zucchero, le Pastorelle di marzapane, Mamma Zenzero con i suoi piccoli Polichinelle, il Valzer dei Fiori con la luccicante Goccia di Rugiada (nel ruolo Martina Arduino, poi Maria Celeste Losa e Gaia Andreanò), e una sessantina di Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, dal 1° al 5° corso in scena in entrambi gli atti e nei personaggi di Marie, Fritz e del nipote del signor Drosselmeier che poi accompagnerà Marie nel sogno del regno dei Dolci. Il primo atto infatti introduce i personaggi – i bambini Stahlbaum, Marie e Fritz, il signor Drosselmeier e suo nipote – e inizia anche il passaggio dalla realtà alla fantasia con il Valzer dei Fiocchi di Neve conclusivo. Il secondo atto offre la trasformazione completa, entrati nel “Regno della Fata Confetto“.

 

La lavorazione di una delle scene di Margherita Palli.

Margherita Palli ha creato per questo balletto una favola per un pubblico di spettatori bambini-adulti o adulti-bambini, rivisitando i luoghi e le atmosfere della versione del New York City Ballet. Partendo dalla tradizione romantica ha rivisto il mondo fatato attraverso i colori di Maxfield Parrish, artista americano specializzato in raffinate illustrazioni che giocano con il fiabesco e i sogni, creando scenografie dipinte (omaggio alla grande tradizione scaligera), e per i costumi ha ristudiato i personaggi originali. L’azione si svolge all’inizio del XIX secolo; Palli ha giocato con il tempo e i paesi, con piccole citazioni d’epoca e stili diversi per ricreare un’atmosfera di memoria e sogno. La casa del signor Stahlbaum dunque non è in Germania, ma nella villa Drayton Hall in America (costruita nel XVIII secolo, capolavoro e rivisitazione americana dell’architettura europea), mischiando i secoli e gli stili. Ha vestito il mondo reale con abiti di fine XIX secolo, e ha popolato il mondo del sogno di fiocchi di neve, fiori, dolci… Dalla realtà alla fantasia passando prima attraverso un bosco innevato fatato, poi davanti ad un enorme negozio di dolci, ispirato alla Engel Apotheke di Vienna. La facciata si alza e dietro appare il sogno di Marie, il regno dei dolci, un sogno magico che corona il viaggio di Marie e del suo soldatino Schiaccianoci.

 

La produzione di George Balanchine del capolavoro di Čajkovskij è tra le più famose e pur non essendo stata la prima produzione a serata sullo Schiaccianoci negli Usa, fu proprio questa a creare quella abitudine natalizia imperdibile ancora oggi, e a dare il via a centinaia di produzioni successive che si rappresentano in tutta la Nazione. Secondo l’opinione di Lincoln Kirstein, co-fondatore del New York City Ballet, cosi come riporta Nancy Reynolds in  Repertory in Review: 40 years of the New York City Ballet (1977), allestire una produzione cosi grandiosa è stata una delle maggiori conquiste della compagnia ed è stato un passo incoraggiante per dare al balletto “delle solide basi” in America. Un vero blockbuster, un simbolo della tradizione americana del Natale, questo balletto, che rappresentò il progetto più ambizioso intrapreso dal New York City Ballet fino a quel momento e il primo lavoro a serata di George Balanchine, andò in scena al  City Center nel 1954.

Quando nel 1964 la Compagnia si trasferì nel New York State Theater al Lincoln Center, ciò permise a Balanchine di ampliare e rivedere la produzione, facendola divenire la prima delle produzioni del New York City Ballet a richiamare la grandiosità della tradizione dei Teatri Imperiali, in cui Balanchine aveva danzato fin da bambino, dove interpretò diversi ruoli del balletto (Nancy Reynolds riporta le sue parole: “Io stesso ho dato il nome Goccia di Rugiada: non c’era alcuna Goccia di Rugiada a Leningrado. La Danza del Cerchio (o dei Bastoncini di zucchero) è assolutamente originale, dalla Russia. Si, io interpretavo qualsiasi ruolo – Topo, Danza del Cerchio – proprio come chiunque altro”) e da cui riprese il dialogo in forma di pantomima fra il piccolo Schiaccianoci e la Fata Confetto nel secondo atto; tradizione con cui crebbe e continuò ad ammirare e che idealmente riprese anche nel coinvolgimento dei bambini, come pure l’atmosfera natalizia della sua infanzia, quella sensazione di intimità e calore domestico che pervade questo balletto.

 

Gli allievi dell’Accademia del Teatro alla Scala.

 

Lo Schiaccianoci di Balanchine al Teatro alla Scala: LA LOCANDINA

Per maggiori informazioni: www.teatroallascala.org

15 dicembre 2018: Anteprima dedicata ai Giovani

16, 19, 20, 29, 30  dicembre 2018

3, 4, 10, 12 (2 rappr.), 15 gennaio 2019

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Lo schiaccianoci

George Balanchine’s The Nutcracker®

Balletto in due atti quattro scene e un prologo

Basato sul racconto Der Nussknacker und der Mäusekönig di E.T.A. Hoffmann (1816)

Coreografia

George Balanchine

© The George Balanchine Trust

Ripresa da Sandra Jennings

Scene e costumi

Margherita Palli

Luci

Marco Filibeck

Direttore 

Michail Jurowski

 

Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala

Con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala

Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala

Nuova produzione Teatro alla Scala

Prima rappresentazione italiana

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