giovedì , 19 Settembre 2019
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Alla scoperta del Centro di Formazione AIDA: intervista a Marisa Caprara

Uno scatto dalla lezione aperta al Teatro di Milano, 2017.

Alice Molinari ci porta dentro la nuova sede del CFA a Milano insieme a Marisa Caprara, Maitre de Ballet e Direttrice del Centro di Formazione AIDA.

Aprendo le porte del Centro di Formazione AIDA si viene immediatamente catapultati in un’atmosfera frizzante, in cui si respira il fermento e si percepisce l’entusiasmo dei giovani danzatori che qui studiano e trascorrono la maggior parte della loro giornata. Si incontrano allievi di varie età, dai più piccoli dei corsi pre-accademici, fino ai diplomandi dell’ottavo corso accademico, che qui condividono un’ambiente sano e accogliente, dedicato alla loro formazione; un ambiente che trasuda arte e rigore, che impone impegno e dedizione, ma promette anche la realizzazione di un sogno che accomuna tutti i giovani allievi.

Il Centro di Formazione AIDA è una scuola di alta formazione, straordinaria e unica nel suo genere, che associa ad un’offerta formativa tecnico-didattica di prima qualità un percorso di conoscenza e preparazione al mondo del lavoro, per coloro che vogliono intraprendere la professione del danzatore.

La sua nuova sede, che accoglie oggi più di cento allievi, è all’altezza dell’ambizioso progetto: quattro grandi e luminose sale, dotate di pavimento ammortizzante in legno di betulla ricoperto da tappeti in pvc, ideali per lo studio della danza classica, due spogliatoi accoglienti e un’area ristoro che ospita gli allievi tra una lezione e l’altra, offrendo loro anche uno spazio per dedicarsi allo studio; un ambiente confortevole, nuovo, curato nei dettagli, che rappresenta un ottimo biglietto da visita alla scuola. È d’obbligo nominare lo staff dei maestri  di grande prestigio che ogni giorno insegnano qui: per il classico Renata Calderini, Marisa Caprara, Manuela Ceretti, Josella Salvo, Sophie Sarrote, Stefania Tancredi, Stefano Benedini, Alexandru Frunza, Biagio Tambone; per il contemporaneo Sara Barbieri, Lara Bogni, Laura Ziccardi.

Il sottofondo del pianoforte che accompagna le lezioni di tecnica classica ci guida mentre seguiamo la direttrice del Centro, la Signora della danza milanese, Marisa Caprara; Professeur e Maitre de Ballet diplomata presso la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, Marisa Caprara è anche Presidente e fondatrice dell’Associazione A.I.D.A. (Associazione Insegnanti Danza Accademica), da anni un’istituzione nel panorama della formazione dedicata agli insegnanti.

 

 

 

Intervista a Marisa Caprara

Marisa Caprara, Maitre de Ballet e Direttrice del Centro di Formazione AIDA.

Quando e da cosa nasce la volontà di concentrarsi sulla formazione professionale di giovani danzatori, dando vita ad un’esperienza come quella del Centro di Formazione AIDA?

La nascita del Centro di Formazione, nel 2008, è stata l’evoluzione naturale di un percorso iniziato molti anni fa. Da insegnante della scuola privata amatoriale ho sempre cercato di perseguire la qualità, impegnandomi per offrire una didattica che guidasse gli allievi ad un buon livello.

tecnico, chiedendo loro ordine, disciplina e dedizione. Come presidente A.I.D.A. ho fatto della formazione degli insegnanti la mission dell’associazione, offrendo corsi di formazione annuali e corsi di aggiornamento periodici aperti a chiunque voglia intraprendere la professione dell’insegnante in maniera seria e strutturata; grazie al lavoro svolto in vent’anni, A.I.D.A. è oggi garanzia di qualità e serietà nello scenario nazionale dell’insegnamento della danza classico-accademica.

Da queste premesse e, soprattutto, dalla collaborazione con due grandi maestri, nonché amici, Manuela Ceretti e Biagio Tambone, è nato il Centro di Formazione AIDA; condividere con loro questo progetto, lavorare ogni giorno insieme per i nostri allievi è una delle più grandi soddisfazioni professionali della mia carriera.

Il centro rappresenta oggi un’alternativa di altissimo livello nel panorama della formazione classica professionale: il Piano Formativo Professionale si articola su otto anni di studio (a partire dagli 11 anni di età) ed è preceduto da una fase propedeutica che si rivolge agli allievi di età inferiore (scuola primaria). Le nostre ragazze e i nostri ragazzi, divisi in classi maschili e femminili, studiano sei giorni su sette e affrontano fino a 5 ore giornaliere di lezione; alla tecnica classica, fulcro del piano formativo, vengono affiancate lezioni di repertorio, passo a due, punte, sbarra a terra, tecnica contemporanea.

 

Come viene strutturato l’anno accademico?

Premetto che l’ammissione al Centro è vincolata al superamento di un’audizione, che valuta il livello tecnico e le potenzialità di ogni allievo. Per ogni corso è stilato un programma didattico con determinati obiettivi tecnici, il cui raggiungimento viene periodicamente verificato: alla fine del primo quadrimestre a ogni allievo viene rilasciato un pagellino con le valutazioni di ogni docente; lo stesso pagellino viene poi completato alla fine di ogni anno accademico, quando gli allievi sono chiamati ad affrontare un esame pluridisciplinare davanti a una commissione composta dal corpo docenti e da maestri di fama nazionale. Al termine dell’ottavo anno di studio è previsto un esame conclusivo, nel corso del quale gli allievi vengono valutati da una commissione composta dai direttori delle maggiori compagnie italiane ed europee.

 

Qual è l’obiettivo principale del CFA? E cosa lo differenzia dalle altre scuole milanesi?

Il nostro obiettivo è quello di formare danzatori eclettici. Gli allievi che escono dal CFA sono prima di tutto ballerini classici, con una buona tecnica e un elevato senso artistico, ma sono anche in grado di confrontarsi egregiamente e senza problemi con il repertorio neoclassico e contemporaneo. Penso che la differenza con le altre scuole professionali sia proprio questa: ad una solida base classica il CFA affianca una forte preparazione contemporanea.

 

Quello del CFA è un percorso formativo che guarda, quindi, anche al mondo del lavoro…

Assolutamente sì. La parola d’ordine, in questo senso, è apertura. Non vogliamo una scuola che si chiuda e si arrocchi sui propri punti di forza; vogliamo una scuola che sia in costante evoluzione, una scuola che, partendo dalle proprie solide basi, tenga il passo di quanto succede all’esterno. Per questa ragione, i nostri allievi sono chiamati a confrontarsi, nel corso dei vari appuntamenti organizzati ogni anno accademico, con maestri ospiti provenienti da diverse accademie di caratura internazionale: J. Beechey e A. Watkin, direttori della Palucca Hochshule e del Semperoper di Dresda, Xin Peng Wang direttore dell’Opéra di Dortmund, Roberto Scafati direttore dell’Opera di Triel, Ivan Liska direttore del Ballet Junior di Monaco di Baviera e ancora Piotr Nardelli, Ivan Dubreuil, Aurelie Kayla, Nicole Cavallin, Lorand Zachar Lavorare nel mondo della danza, soprattutto in Italia, non è semplice: il nostro compito è quello di formare ballerini completi, mettendoli nelle condizioni di poter affrontare le molteplici sfide lavorative in modo soddisfacente.

 

Due diplomati CFA: Giordana Roberto, prima ballerina al Balletto di Milano, con Alessio Pirrone, danzatore al Balletto di Trier in Germania.

E fino ad oggi direi che ci siete riusciti…

Sì, direi di sì. Gli allievi diplomati al CFA che sono riusciti ad intraprendere la carriera del ballerino sono tanti, in varie compagnie italiane e internazionali: dal Balletto di Milano al Theater Dortmund, dal Balletto di Toscana al Finnish National Ballet. Molti altri sono stati ammessi in importanti accademie italiane e non, come la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, con la quale manteniamo costantemente un filo diretto e una forte collaborazione, la Scuola del Teatro dell’Opera di Roma, la Bolshoi Ballet Academy.

I nostri allievi, inoltre, iniziano già durante il percorso accademico ad intraprendere esperienze performative: in primo luogo grazie alle produzioni della Junior Ballet, compagnia formata dai giovani allievi che più si sono distinti. La compagnia rappresenta un vero e proprio tirocinio professionale, avvalorato dalla firma di coreografi di grande prestigio come Biagio Tambone, già Primo Ballerino e Maître del Teatro alla Scala, Lara Bogni, coreografa free lance, Francesco Ventriglia, attualmente alla direzione del Ballet Nacional Sobre Uruguay, Fabio Lopes, Direttore Artistico e Coreografo della Compagnie Illicite, Attila J. Csiki, già danzatore del Lar Lubovitch Dance Company, Stefania Ballone, Solista Teatro alla Scala, Alessio Di Stefano coreografo freelance, Fabrizio Coppo, ballerino presso l’Opera di Vienna e il Teatro Colón.

Da qualche anno, inoltre, è nata una stretta collaborazione con il Balletto di Milano, la cui direzione ha dimostrato di apprezzare la preparazione tecnico-artistica dei nostri allievi tanto da inserirli nell’organico della compagnia già dall’ottavo anno di studio. Questa attestazione di fiducia da parte di una compagnia di così gran rilievo è fonte di gratificazione per tutto il Centro ed è la dimostrazione che la strada percorsa fino ad ora è quella giusta.

 

Cosa si aspetta dal futuro, qual è la sua missione?

Amo l’arte della danza e amo il mio lavoro, che da sempre è stato prima di tutto una passione.
Avere a che fare con dei giovani aspiranti ballerini è una sfida continua ed entusiasmante: vedere i miglioramenti del duro lavoro a cui si sottopongono, osservare il loro percorso di crescita, dai primi corsi fino al diploma, è una grandissima soddisfazione; ma la soddisfazione più grande deriva dal fatto di poterli guidare e aiutare a fare della loro passione per la danza un lavoro che dia loro tante gratificazioni.

Alice Molinari

 

 

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