“Appello pubblico da danzatore a Picone, Abbagnato, Oliveri, Legris…”

da tuttoDanza
0 commento

Pubblichiamo questa lettera che ci è stata inviata in redazione da Andrea Morelli, un danzatore italiano. Nei prossimi giorni pubblicheremo altre lettere che stiamo ricevendo in questi giorni in redazione. Se desiderate scriverci, potete farlo a info@tuttodanzaweb.it.

Questo è il mio appello pubblico da danzatore italiano a Eleonora Abbagnato, Giuseppe Picone, Frederic Olivieri, Manuel Legris, Davide Bombana che, ho letto su Facebook, sono in procinto di redigere un piano di riapertura e risanamento del settore danza e di presentarlo alle istituzioni nazionali e territoriali.

Innanzitutto vi ringrazio! Vi ringrazio per l’impegno, per il coraggio, per la caparbietà e per la solidarietà che sicuramente saranno alla base dei vostri intenti. Fino ad oggi è sempre mancato nel nostro ambiente quello spirito collettivo, di unione e di forza che potesse permetterci di essere una vera squadra, ma forse adesso, in un momento così tragico e delicato, riusciamo finalmente ad abbandonare quel senso di individualismo e ad abbracciare quell’energia di insieme.

E in questa direzione mi appello a voi affinché non venga dimenticato nessuno. Vi prego di non combattere soltanto per il teatro nel quale ricoprite un ruolo dirigenziale, ma vi supplico di lottare per un bene comune, per un valore universale. Vi supplico di non escludere nessuno, di ascoltare gli stessi danzatori, anche chi non appartiene al corpo di ballo che dirigete. Questa non è una battaglia di 4 corpi di ballo, questa è la battaglia di milioni di persone.

È la battaglia di tutti quei danzatori professionisti fuggiti all’estero o disoccupati a casa perché in Italia esistono 14 Fondazioni lirico-sinfoniche, 14 orchestre, 14 cori e solo 4 corpi di ballo.

È la battaglia dei danzatori italiani ridotti ad un precariato senza precedenti che li ha costretti a sopravvivere in delle condizioni artistiche, lavorative e personali estremamente complicate e sofferte.

È la battaglia delle migliaia scuole di danza che non sono riconosciute, che formano talenti che poi non hanno futuro.

È la battaglia per i milioni di allievi italiani che, dopo un lungo percorso di istruzione, disciplina, sacrifici e rigore, dopo aver scoperto il loro talento, dopo aver coltivato la loro passione, si arrendono alla realtà: solo 4 corpi di ballo, solo 200/250 posti di lavoro, molti dei quali già occupati.

È la battaglia dei coreografi, degli insegnanti, dei Maîtres de Ballet, degli stessi direttori.

È la battaglia di così tanti cittadini italiani che amano il balletto e che sono stati privati bruscamente, senza ragione, di un pezzo fondamentale del patrimonio culturale italiano.

Questa è la battaglia di tutti. E se voi la portate avanti, voi che avete “un nome”, voi che non siete considerati “i figli di nessuno”, voi che non siete “invisibili”, allora vi ringrazio, vi ringrazio di cuore.

14 Fondazioni lirico-sinfoniche, 4 corpi di ballo.
Partiamo da qui e correggiamo la storia, impariamo dal passato, non escludiamo nessuno. Vi prego!

Ho la speranza che qualcosa di bello possa sempre accadere, che i periodi più bui arrivino per farci capire quanto sia preziosa la luce, che solo un intento comune privo di qualsiasi interesse individuale potrà salvarci. E se vi avanza un minuto di tempo, ascoltateci, parlate con noi, al di là del ruolo che ognuno di noi ricopre all’interno di un teatro, siamo tutti esseri umani, oggi più che mai colpiti dalla paura del futuro.

È la battaglia di tutti! Permetteteci di partecipare, a noi “invisibili”, a noi “figli di nessuno”, ascoltateci vi supplico.

Andrea Morelli, un danzatore italiano.

Potrebbero anche piacerti

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Il contenuto è protetto da copyright!!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi