La funzione sociale dell’arte, della danza e del teatro nella società.

da tuttoDanza
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Teatro Bellini di Catania

“Il teatro resiste come un divino anacronismo; come l’opera e il balletto classico
Orson Wells

Fin dall’antichità, il teatro è il luogo centrale della comunità. Non a caso i resti architettonici delle civiltà passate sono molto rappresentati da teatri ed anfiteatri, che simboleggiano l’evidente importanza di quei luoghi nello sviluppo della società passate. Il teatro ha quindi da sempre l’importante ruolo di luogo di aggregazione, di incontro e di scambi di pensiero. É simbolo dell’evoluzione sociale ed umana, avendo da sempre una funzione di crescita per le persone.

La pandemia ha fermato tutto, originando un forte momento di riflessione per poter rivalutare e ritrovare valori offuscati da tempo. Come ci insegna anche la storia, ogni pausa temporale, come quella nella quale ci troviamo adesso, vede evidenti possibilità per poter creare un nuovo inizio. Il momento è sicuramente drammatico ed è veramente difficile pensare ad una ripartenza in tempi brevi, ma bisogna avere fiducia.

Ogni essere umano ed ogni società ha bisogno di stimoli. Il teatro e l’arte di certo non potranno guarire i malati o recuperare le condizioni economiche per una vita dignitosa di coloro che hanno subito gravi perdite né di certo può far tornare indietro chi purtroppo ci ha lasciato, ma l’arte in tutte le sue forme può dare speranza, che molto spesso nella vita è determinante.

Il sogno, il distacco mentale ed il conforto emotivo che possono dare una canzone, un balletto, un libro, un film, danno la possibilità di rivivere situazioni ed emozioni capaci di evocare idee propositive e positive, anche per risollevarsi da emergenze singole e comunitarie.

Ho sentito di recente un’intervista a Roberto Bolle di Omar Schillaci (Vice Direttore di Skytg24). Ad una domanda Bolle rispondeva che “la danza ti permette di essere te stesso, ma anche di annullare te stesso”.

Non si può non essere d’accordo su questa profonda e reale osservazione. Vivere in prima persona o da spettatore certe emozioni fa percepire il grande valore e l’importante funzione sociale che ha l’Arte.

Il consiglio è dunque di danzare anche solo provando una volta, per chi non avesse mai provato. Il corpo si distende e l’animo si solleva volteggiando e librandosi nella danza che alla fine avvolge sempre cuore, corpo e mente, donando benessere e serenità.

Lo stesso accade guardando uno spettacolo, dove si può danzare con gli occhi e con il cuore. Il corpo e l’anima hanno sempre un beneficio e conseguenze positive dal guardar danzare o dal praticare la danza.

Per cui sia la danza, che qualunque tipo di espressione artistica, mette lo spettatore nelle condizioni di avere uno stimolo per alzare la testa ed una spinta verso la speranza di un futuro migliore. Qualunque espressione artistica, per sua stessa natura, crea i presupposti per questa speranza di un futuro migliore.

“Ogni uomo dovrebbe danzare, per tutta la vita. Non essere ballerino, ma danzare!”
estratto dalla lettera alla Danza di Rudolf Nureyev

A ben pensarci, richiamando un parallelismo con il mondo della danza, possiamo dire che ognuno di noi è danzatore, coreografo e scenografo nella propria vita. Fin dal mattino quando ci alziamo dal letto, a tutte le azioni quotidiane (come i passi ed i movimenti di una coreografia), fino al nostro “inchino di fine performance” con l’azione del dolce distendersi per addormentarsi ogni sera.

Ad oggi vediamo che l’essere interpreti della nostra vita sta addirittura evolvendo; siamo sempre più portati a legare la quotidianità con momenti artistici, tramite anche i nuovi mezzi di comunicazione multimediale.

Siamo quindi in un momento di piena evoluzione umana e sociale, dove bisogna però connettersi con la nostra storia e le origini, per legare la nostra volta con il presente, creando così un futuro ricco di valori e contenuti, ma comunicativo e comprensibile anche al nostro mondo di giovani.

Quando andiamo a teatro, al cinema, ad un museo, entriamo in contatto con forme d’arte che ci elevano, che ci fanno sognare e ci immergono in un mondo lontano dalla realtà, ma pur sempre connesso ad essa.

Il teatro e l’arte hanno un valore unico e fondamentale nella società poiché creano quel distacco che allo stesso tempo unisce e rafforza il legame tra le persone, con la realtà, con le nostre idee ed i sogni che in fin dei conti ognuno di noi ha nel proprio cassetto.

I valori e le ispirazioni che stanno dietro ad ogni espressione artistica prescindono dalle contingenze del momento.

Omar Schillaci, sempre nell’intervista a Roberto Bolle di cui ho parlato poc’anzi, ha ricordato un passaggio finale tratto dal film “ Billy Elliot ” che vorrei riportare in conclusione di questo articolo. Il protagonista alla domanda <<Perché danzi?>> risponde: << È come se sparissi e come se volassi, io volo, io sono elettricità >>. Ed è proprio così che vorrei che ognuno di noi potesse sentirsi nella propria vita, grazie allo stimolo dell’arte; questo film è altresì emblematico di come anche nei momenti più avversi e nelle condizioni più difficili, la speranza e la voglia di emergere deve sempre essere viva in noi, per portarci a volare in alto. 

Jacopo Giarda


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