Addio a Carla Fracci

da tuttoDanza
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Carla Fracci

Morta Carla Fracci. L’étoile è morta oggi all’età di 84 anni

Una di quelle notizie che non avremmo mai voluto dare: purtroppo oggi all’età di 84 anni si è spenta Carla Fracci, diva indiscussa della danza classica a livello mondiale. Già da qualche ora c’era molta apprensione per le sue condizioni di salute e poco fa  La Repubblica ha annunciato la triste notizia.

Purtroppo non si è mai pronti né a ricevere né a dare certe notizie, Carla Fracci è e resterà sempre uno dei nostri più grandi orgogli e non solo per il mondo della danza. La notizia colpisce al cuore, ma questo stesso cuore resterà per sempre riconoscente alla Signora Fracci per tutto quello che ha donato a tutti noi. Non ci sono parole per descrivere questo momento, perciò lasciamo che sia la sua arte a parlare per noi continuando a diffondere tutti i suoi insegnamenti e raccontando alle generazioni che verranno chi era Carla Fracci e come ha reso importante ed orgogliosa la danza italiana nel mondo.

CARLA FRACCI

Di umili origini, suo padre Luigi Fracci era alpino sergente maggiore in Russia e sua madre Rocca Santina era operaia alla Innocenti di Milano (bersaglio del Bomber Command britannico), ha una sorella Marisa Fracci, anch’essa ballerina di danza classica, formatasi presso la scuola di ballo del teatro alla Scala di Milano. Con l’inizio della guerra Carla e la sua famiglia sfollarono presso la campagna di Volongo dalla nonna materna Argelide. Lì Carla vive felice circondata dalla natura, in cui si sentiva a suo agio trascorrendo le giornate in campagna e in compagnia dei cugini. Con l’inizio della scuola elementare si trasferisce dalla zia a Ca’ Rigata di Gazoldo degli Ippoliti, per poi fare ritorno a Milano al termine della guerra, dove suo padre divenne impiegato dell’azienda tranviaria come bigliettaio. Spesso i suoi genitori la portavano con loro al Circolo ricreativo dell’azienda di trasporti di suo padre, e fu lì che alcuni amici dei suoi genitori notarono in lei uno spiccato senso del ritmo e li convinsero a farla provare l’audizione al Teatro alla Scala. Supera l’esame perché interessati al “suo bel faccino”, ma i primi anni furono duri perché Carla sentiva nostalgia degli spazi aperti in quell’ambiente rigido a cui fu difficile abituarsi nonostante i continui rimproveri della maestra, che la considerava ricca di doti ma svogliata. Fondamentale sarà l’incontro con Margot Fonteyn che permetterà a Carla di cogliere il senso di tutto quel lavoro, iniziando a sentire il teatro come “casa”.

Carla Fracci studia alla scuola di ballo del Teatro alla Scala con Vera Volkova ed altri coreografi, diplomandosi nel 1954 e dopo soli due anni diviene danzatrice solista e nel 1958 prima ballerina

Nel 1964 si sposa con il regista Beppe Menegatti dal quale ha un figlio, Francesco.

Tra la fine degli anni cinquanta e durante gli anni settanta danza con alcune compagnie straniere, quali il London Festival Ballet, il Sadler’s Wells Ballet, ora noto come Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet.Dal 1967 è una ballerina ospite dell’American Ballet Theatre. La sua notorietà si lega alle interpretazioni di ruoli romantici e drammatici, quali Giselle, La Sylphide, Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini, Medea. Ha danzato con i più famosi ballerini del mondo, tra i quali Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov, Marinel Stefanescu, Alexander Godunov, Erik Bruhn, Gheorghe Iancu e Roberto Bolle.

Dalla famosa interpretazione di Giselle a fianco di Erik Bruhn viene tratto un film nel 1969. Tra le altre interpretazioni, ricordiamo anche: Medea, Concerto barocco, Les demoiselles de la nuit, Il gabbiano, Pelléas et Mélisande e Il fiore di pietra. Il marito e regista Beppe Menegatti si occupa della regia di quasi tutte le creazioni da lei interpretate.

Eugenio Montale le dedicò anche una poesia: La danzatrice stanca, che fu inserita nel Diario del ’71 e del ’72, uscito nel 1973.
Nel 1982, è protagonista di una fiction televisiva e compare infatti nello sceneggiato RAI, diretto da Renato Castellani dove interpreta il ruolo di Giuseppina Strepponi, soprano e seconda moglie del grande compositore.
Alla fine degli anni ottanta dirige il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli.
Carla fracci non si ferma e varie sono negli anni successivi le sue interpretazioni: Il pomeriggio di un fauno, Onegin, La vita di Maria, A.M.W. La bambola di Kokoschka, La primavera romana della signora Stone.

Dal 1996 al 1997 dirige il corpo di ballo dell’Arena di Verona e dal 1994 è membro dell’Accademia di Belle Arti di Brera diventa anche presidente dell’associazione ambientalista Altritalia Ambiente e nel 2004 viene nominata Ambasciatrice di buona volontà della FAO.

Dal novembre del 2000 al luglio del 2010 dirige il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Ne segue il repertorio tradizionale e quello firmato da Sergej Djagilev per i Ballets Russes (da La sagra della primavera nella ricostruzione di Millicent Hodson a Shéhérazade, L’uccello di fuoco e Petruška nelle versioni di Andris Liepa). A quest’attività affianca la riproposta di balletti perduti e nuove creazioni sotto la direzione di Beppe Menegatti.
Nel 2008 collabora con il gruppo Elio e le Storie Tese nell’album Studentessi recitando un intermezzo vocale al termine del brano Effetto memoria (Inverno) che introduce la traccia Heavy Samba.
Dal giugno 2009 al 2014 è stata Assessore alla Cultura della Provincia di Firenze e nel 2015 é Ambasciatrice di Expo Milano.
Nel dicembre 2013 Arnoldo Mondadori Editore pubblica la sua autobiografia Passo dopo passo a cura di Enrico Rotelli, ma questo non è il suo unico libro, infatti nel 2016 ha presentato Ballerina, uno scritto di Roberto Baiocchi pubblicato da Giunti Editore, per il quale ha firmato la prefazione.

Nel settembre 2020 ha ricevuto il premio alla carriera da parte del Senato della Repubblica Italiana.

Carla Fracci in Giselle
una delle sue rappresentazioni che rimarrà nella storia

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