LES ITALIENS DE L’OPÉRA DE PARIS

da tuttoDanza
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les italiens de l'Opéra de Paris al teatro Antico di Taormina

In una calda serata estiva, nel meraviglioso scenario del teatro Antico di Taormina, per la Fondazione Tao arte, la compagnia Les Italiens de l’Opéra de Paris ha presentato il Gran Gala di danza, seconda tappa siciliana dopo la prima esibizione palermitana del 1 agosto. 

Tra le rovine antiche del Teatro, in un’atmosfera magica e lunare, Francesco Vantaggio, danzatore diplomatosi al Teatro dell’Opera di Roma, ballerino professionista del Corpo di ballo dell’Opera National de Paris, fa le veci del padrone di casa, presentandomi, dietro le quinte, lo spettacolo della serata. Vantaggio spiega la storia della compagnia che “è nata nel 2016 da un’idea di Alessio Carbone, primo ballerino del Corpo di ballo dell’Opéra di Parigi”, riunisce talentuosi ballerini italiani che si sono distinti nel Corpo di ballo francese e propone un vasto repertorio tratto dal balletto classico, contemporaneo e neoclassico, dove modernità e tradizione si alternano portando uno stile francese in terra italiana.  

La serata ha avuto inizio con Pas de deux da “Caravaggio”, una coreografia di M. Bigonzetti su musica di Bruno Moretti da C. Monteverdi, interpretata da Bianca Scudamore (sujet) e Francesco Mura (premier danseur). Le sequenze coreografiche sono state eseguite con precisione dei particolari, con bravura tecnica riuscendo a delineare dei veri e propri “quadri” plasticamente definiti e liricamente interpretati, uno dei brani più intensamente riusciti della serata. 

Per la tradizione classica sono stati presentati Pas de deux da “Fiamme di Parigi” su coreografia di V. Vainonen, musica di B. Assafiev, interpretato da Ambre Chiarcosso (quadrille) e Giorgio Foures (quadrille); pas de deux da “Romeo e Giulietta” su coreografia di R. Nureyev e musica di S. Prokofiev, interpretato da Sofia Rosolini (quadrille) e Antonio Conforti (coryphée); pas de deux dal “Carnevale di Venezia” su coreografia di L. Milon e musica di L.L. De Persuis et R. Kreutzer, interpretato da Bianca Scudamore e Francesco Mura; “Grand Pas Classique” su coreografia  di V. Gsovsky, musica di D. F. Auber, interpretato da Valentine Colasante (étoile) e Paul Marque (ètoile). 

Per portare in scena questi brani, alcuni emblematici  per la storia della danza, rispecchiando un repertorio di assoli e passi a due, occorre possedere abilità, forte tecnica, esperienza teatrale e doti interpretative di un certo livello, così come dimostrato dai singoli interpreti della serata. Un Gala di danza accende la gioia di veder danzare, di applaudire esecuzioni virtuosistiche che esaltano doti tecniche così come nella migliore tradizione ballettistica. 

Ma un pubblico di spettatori non è composto solo da amanti, intenditori di balletto capaci di apprezzare variazioni e pas de deux, quindi la programmazione ha “strizzato l’occhio” a brani più fruibili e vicini ad un linguaggio moderno. Ecco allora le geometrie corporee scomposte, inusuali ma tecnicamente ineccepibili del brano “In the middle, somewhat elevated” su coreografia di W. Forsythe, musica di T. Willems, interpretato da Letizia Galloni (sujet) e Antonio Conforti; oppure il brano di grande impatto “Les indomptées”, su coreografia di C. Brumachon, musica di W. Mertens, interpretato da Andrea Sarri (sujet) e Giorgio Foures. Questo duetto maschile che rivela l’universalità dei sentimenti espressi dai due danzatori, vestiti con dei blue jeans su una scena spoglia, trasmette con una certa intensità dei gesti, una reciprocità di intenzioni, armonicamente caricate da una fortissima energia, derivante dal loro essere insieme.

Tra tutte le composizioni scelte “Aunis” su coreografia di J. Garnier, musica di M. Pacher , interpretato da  Julien Guillemard, Francesco Mura e Andrea Sarri, con l’esecuzione dal vivo dei fisarmonicisti  Gerard Baraton e Christian Pacher è quello che ha lasciato un segno, un’ immagine della serata, riproducendo atmosfere di una danza pura, fintamente popolare e finemente studiata, in cui il messaggio è allegro, non narrativo ma libero come il vento che soffia leggero su dune di sabbia e aria salmastra. “Aunis” è infatti “un inno alla gioia ritrovata di liberare il corpo nel movimento, nel ritmo e nella musica” in perfetto stile francese. 

Il “Finale” su coreografia di Alessio Carbone, musica di Knudåge Riisager ha concluso la serata all’insegna della “gioia di danzare” e dell’appagante sensazione che solo la danza di un certo livello, lontana dai facili successi, dai riflettori dei media, costruita quotidianamente come frutto di sacrifici e gioie può trasmettere. 

Roberta Cauchi

© Foto in copertina: Luca Vantusso – LKV

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