Recensione “Trittico Contemporaneo” al Teatro dell’Opera di roma

da tuttoDanza
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Recensione a cura di Roberta Cauchi di Trittico Contemporaneo, produzione in scena nel mese di marzo al Teatro dell’Opera di Roma con due prime italiane – Windframes e Playlist – e la prima assoluta di Women.

Trittico Contemporaneo: trattasi di un nuovo allestimento diviso in tre parti distinte, ma accomunate dalla ricerca e sperimentazione di linguaggi espressivi contemporanei ed esecuzioni coreografiche originali, affidate al corpo di ballo, étoiles, primi ballerini e solisti del Teatro dell’Opera con l’intento, a detta della direttrice artistica Eleonora Abbagnato, di ampliare e rinforzare il lavoro dei ballerini.

Nella prima parte, intitolata “Windgames”, la coreografia di Patrick de Bana su musiche del Concerto per violino e ochestra op. 35 di Čajkovskij è come uno straordinario “viaggio, è una ricerca e una scoperta …p er portare il passato nel presente”. Il coreografo De Bana, formatosi alla scuola dell’Hamburg Ballett diretta da Neumier e Finney, come principal dancer al Bejart Ballet Lausanne e nella Compania Nacional de Danza, ha presentato una composizione che voleva essere un omaggio velato all’epoca dei Ballets Russes di Diaghilev.

Impossibile non lasciarsi coinvolgere dalla scelta musicale di questa composizione coreografica che, di fatto, ha esaltato i difficili passaggi di virtuosismo tecnico più vicini al linguaggio della danza classica, contrastati da movimenti che danno spazio alla libera espressività delle emozioni. Come nella più consueta creazione contemporanea l’assenza della narrazione esplicita, ha lasciato spazio alla possibilità di rimanere incantati da un’atmosfera di sogno  che, passo dopo passo, ha accompagnato lo spettatore con una matrice connotativa definita dalla personalità degli interpreti: le étoiles Rebecca Bianchi e Alessio Rezza, i primi ballerini Federica Maine, Claudio Cocino e Michele Satriano, i solisti e il Corpo di Ballo.

Windgames. © photo Fabrizio Sansoni – Opera di Roma, 2024

Nella seconda parte  la danza è stata la protagonista di due creazioni di cui la prima assoluta “Women” di Juliano Nunes e il finale affidato a “Playlist (Track 1, 2)” di William Forsythe.

In “Women” 24 donne in scena hanno danzato su musiche di Ezio Bosso e il tema del femminile corporeo si è unito al femminile identitario. Qui la forza espressiva destruttura stereotipi e rende visibile ora la bellezza, la grazia, ora la complicità e la sintonia, in una discussione collettiva di tratti identitari comuni ma nello stesso tempo distinguibili.

Il coreografo brasiliano spiega proprio come “Women” sia un brano volutamente astratto che “Non ha una trama ma racconta molte storie”. La donna così evoca immagini che non contengono altro che armoniose composizioni di delicatezza espressiva, grazia, purezza e forte tecnica. Sulle composizioni di Ezio Bosso si sviluppano assoli, quartetti ed ensemble. In chiusura un duetto che vede protagoniste le étoiles Alessandra Amato e Rebecca Bianchi.

Flavia Stocchi e Antonella Marcocchio in “Women”. © photo Fabrizio Sansoni – Opera di Roma, 2024.

L’ultima composizione coreografica Playlist (Track 1, 2) di William Forsythe, nella versione originale creata per l’English Ballet, ha siglato il finale coinvolgente, divertente e, a tratti, “ludico”. Sul palcoscenico 12 danzatori, come se facessero parte di una squadra sportiva. hanno danzato su musiche che variano dal groove ascendente di Surely Shorty di Peven Everett e dal remix house di Jax Jones su Impossible di Lion Babe, movimenti eseguiti con ritmi fortemente accentati dal carattere spensierato e libero. Qui i danzatori con un forte senso dell’umorismo hanno saputo sapientemente cucire una composizione anti-accademica ma spiccatamente artistica, unendo movimenti atletici con linee appartenenti all’alfabeto della danza classica.

Corpo di Ballo dell’Opera di Roma in “Playlist”. © photo Fabrizio Sansoni -Opera di Roma, 2024.

Trittico contemporaneo è sicuramente un tributo alla modernità ed ha riscosso consensi da parte del pubblico in sala a riprova del fatto che quando il linguaggio coreografico è il risultato di movimenti ricercati, originali e “nuovi”  si alimentano  interessi comuni e apprezzamenti univoci.

Roberta Cauchi


Trittico Contemporaneo

Windgames

MUSICA Pëtr Il’ič Čajkovskij: Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35

COREOGRAFIA Patrick de Bana

ASSISTENTE COREOGRAFO Aída Badía
COSTUMI Agnès Letestu
LUCI James Angot

Women

MUSICA Ezio Bosso: Music for Weather Elements: Thunders and Lightnings; String Quartet n.5 “Music for the Lodger”; Violin Concerto n. 1 “The EsoConcerto”; Sixth Breath, The Last Breath

COREOGRAFIA Juliano Nunes
NUOVA CREAZIONE

COSTUMI Mikaela Kelly
LUCI Tania Rühl

Playlist (Track 1, 2)

MUSICA Peven Everett Surely Shorty; Lion Babe Impossible (Jax Jones Remix)

COREOGRAFIA William Forsythe

ASSISTENTE COREOGRAFO José Carlos Blanco
SCENE E COSTUMI William Forsythe
LUCI Tanja Rühl

INTERPRETI PRINCIPALI
ALESSANDRA AMATO, REBECCA BIANCHI, ALESSIO REZZA
FEDERICA MAINE, CLAUDIO COCINO, MICHELE SATRIANO

ÉTOILES, PRIMI BALLERINI, SOLISTI E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

NUOVO ALLESTIMENTO TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

MUSICHE SU BASE REGISTRATA
Le musiche di Windgames, su base registrata, sono eseguite dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Carlo Donadio, con Vincenzo Bolognese violino solista

RAPPRESENTAZIONI

ANTEPRIMA GIOVANI venerdì 22 marzo, ore 19.00
PRIMA RAPPRESENTAZIONE sabato 23 marzo, ore 20.00
REPLICHE
domenica 24 marzo (ore 16.30)
martedì 26 marzo (ore 20)
mercoledì 27 marzo (ore 20)
giovedì 28 marzo (ore 20)
venerdì 29 marzo (ore 18)

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