lunedì , 17 Giugno 2019
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[VIDEO] “Nela”, una Nuñez da vedere e rivedere

Pubblicato nel mese di marzo dalla Royal Opera House, condividiamo con voi questo bellissimo cortometraggio realizzato da Andy Margetson con protagonista Marianela Nuñez, Principal Dancer alla compagnia londinese. Il video è stato prodotto dalla rivista inglese Bazaar UK sulle splendide note di “Feeling good” di Nina Simone e con la coreografia di Will Tuckett.

A nostro avviso, merita davvero di prendersi 3 minuti e lasciarsi trasportare dalla musica e dall’interpretazione di Marianela Nuñez…quindi, non ci resta che augurarvi buona visione!

 

 

 

In caso di problemi con la visualizzazione del video, CLICCA QUI per vederlo su YouTube.

 

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In occasione della Giornata Internazionale della Danza 2019, abbiamo deciso di rendere disponibile gratuitamente, il nuovo numero digitale di TuttoDanza!

Ecco come fare per ottenere gratis la vostra copia digitale di TuttoDanza:

  1. Scarica l’app TuttoDanza (clicca QUI: app disponibile per iOS e Android)
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N. 1/2019: cosa troverai all’interno del numero digitale di TuttoDanza

Anticipazioni e recensioni sugli spettacoli, interviste esclusive ad Arthus Raveau (Primo Ballerino all’Opéra di Parigi) e a Gigi Cristoforetti, notizie dal mondo della danza (la Biennale di Venezia 2019, Roberto Bolle su Sky Arte, la nuova emoji pensata per la danza, alla scoperta del Centro Formazione AIDA a Milano e molto altro ancora).

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[VIDEO] Come preparano le punte le ballerine del Royal Ballet

Oggi condividiamo con voi un video davvero interessante che mostra come alcune danzatrici del Royal Ballet di Londra preparano le proprie punte.

Ogni stagione le ballerine della celebre compagnia inglese utilizzano migliaia di punte, con un costo complessivo di oltre £ 250’000! Per questa ragione, la Royal Ballet ha aperto persino una raccolta fondi pubblica: se qualcuno desidera può infatti donaro un paio di punte ad una danzatrice della compagnia al costo di £ 39,00 (a proposito, se siete interessati trovate tutte e informazioni a questo link:  www.roh.org.uk/pointe).

Qui di seguito trovate il video, ma prima vorremmo porvi una piccola domanda: quali sono le vostre punte preferite e come le preparate?

Scriveteci nei commenti qui sotto all’articolo oppure sulla nostra pagina Facebook!

Intanto, buona visione!

 

 

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Grande repertorio in scena dall’est: ma è tutto di qualità?

In questi ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio proliferare di Compagnie provenienti dall’est, come se scrivere in locandina “Mosca” o “San Pietroburgo” fosse garanzia di quell’alta e tanto blasonata scuola russa. Ma siamo sicuri che sia sempre così?

Da quel che ci è capitato di vedere non sempre, anzi in molti casi si tratta di gruppi raccogliticci, creati proprio per effettuare tournée estere.

Come riconoscerli? Banalmente basterebbe una visita al sito, semmai ci fosse perché spesso non esiste proprio… Ma vi pare che cercando una compagnia fondata trent’anni fa e formata dai “migliori danzatori sul mercato, tutti provenienti dalle più importanti accademie russe” non si trovino informazioni se non un sito semi fasullo e generico, nonché in lingua italiana? Dunque non bisogna assolutamente soffermarsi alle locandine e alle pubblicità, dubitando sull’autenticità di compagnie delle quali non esistono in rete siti ufficiali e informazioni.

Curioso come in uno dei tanti “Balletto di San Pietroburgo” in tour in Italia, ci siano artisti come Skorik, Ruzimatov, Osipenko, fino a Michail Barišnikov e Julia Machalina… mai visti tanti casi di omonimia o quasi in una sola compagnia…!

Carpire la buonafede del pubblico che, convinto di assistere ad uno spettacolo i cui biglietti sono adeguati all’alto livello pubblicizzato e cioè quello di una compagnia formata da veri professionisti, non ci pare propriamente corretto… Tantomeno comprendiamo il mettere in scena allievi delle scuole italiane per i sopracitati grandi corpi di ballo, utilizzando quale specchietto per le allodole la coppia principale, l’unica proveniente da qualche prestigioso Teatro.

Forse un po’ più di rispetto per il pubblico sarebbe auspicabile, anche da parte di quei direttori dei teatri dove queste compagnie si esibiscono i quali si chiamano fuori dalla questione segnalando che per loro “si tratta di un affitto sala”. Ma, cari direttori, la brutta figura la fa anche il vostro teatro perché il pubblico viene da voi e non sa cosa c’è dietro. Dunque, non sarebbe forse meglio rinunciare all’affitto di un giorno e salvare la propria faccia?

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Carissimo lettore, abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Carissima lettrice, carissimo lettore,

anzitutto ci teniamo a farti tantissimi auguri di Buon 2019 e a dirti ancora una volta GRAZIE per seguirci con così tanta attenzione!

A TuttoDanza lavoriamo con molta passione per offrire un servizio di informazione aggiornato e sempre in linea con quelli che sono gli interessi, ma anche i gusti dei nostri lettori.
Per questo vorremmo chiederti di partecipare al nostro sondaggio: sono poche domande e impiegherai pochi minuti, ma per noi il risultato è molto importante perché ci permetterà di offrirti sempre il miglior servizio possibile!

Anche quest’anno abbiamo tante novità e, prima di svelarle, vorremmo capire di più il tuo punto di vista e la tua opinione!

 

Il sondaggio riguarda soprattutto la nostra App Tuttodanza, disponibile per tutti in download gratuito!

Per completarlo basta:

• aprire la nostra app (nel caso non l’avessi ancora scaricata, CLICCA QUI)

• entrare nella sezione “Spettacoli”

• aprire la scheda “Partecipa al sondaggio”

• cliccare nel link presente all’interno della scheda.

 

Se puoi, condividi quest’articolo tra i tuoi contatti e aiutaci a migliorare!

 

Grazie di cuore da tutta la Redazione TuttoDanza e auguri per uno splendido 2019!

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[VIDEO] Il Lago dei Cigni del Kirov Ballet: il video integrale online!

Carissimi lettori,

torniamo a segnalarvi i video più belli presenti online.

Oggi vi segnaliamo un vero masterpiece, forse il titolo più celebre del repertorio classico, con una produzione storica disponibile su youtube in versione integrale, : Il lago dei cigni del Kirov Ballet!

Nel doppio ruolo principale di Odette/Odile la splendida Yulia Makhalina, mentre il Principe Sigfried è interpretato da Igor Zelensky.

…E nell’atto finale, come finirà la lotta contro il malvagio von Rothbart?

Buona visione!

© NVC Arts presentation, 1990

 

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{VIDEO} Cosa accade dietro le quinte prima di uno spettacolo? Viaggio al Metropolitan di New York!

Se avete appena aperto questo articolo, vi invitiamo e consigliamo di prendervi 7 minuti per vedere il link video che trovate in fondo a questa breve introduzione.

Perché il video che vi proponiamo oggi è un documento davvero straordinario realizzato dal New York Times, un vero e proprio viaggio che ci trasporta dietro le quinte di uno dei teatri più importanti e meravigliosi al mondo: il Metropolitan Opera di New York City.

Le riprese sono state realizzate in occasione della rappresentazione del balletto Whipped Cream firmato dal coreografo Alexei Ratmansky per American Ballet Theatre.

Beh, non resta che augurarvi BUONA VISIONE…e scriveteci cosa ne pensate nei commenti qui sotto!

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{VIDEO} Il docu-film sulla Bolshoi Ballet Academy

Proseguiamo con le segnalazioni dei video e film più interessanti disponibili online. Oggi vi proponiamo il film documentario sulla Bolshoi Ballet Academy, una delle più antiche e affermate scuole di balletto classico.

Alla Bolshoi Ballet Academy si sono stati diplomati numerosi ballerini, insegnanti e coreografi di livello mondiale. Anche la maggior parte dei ballerini che fanno parte della Compagnia del Bolshoi Ballet si sono diplomati all’Accademia e sono oggi tra i danzatori più talentuosi al mondo.

Alcuni dei ballerini più affermati del XX secolo formatisi all’Accademia moscovita sono – tra gli altri – Maya Plisetskaya, Vladimir Vasiliev, Ekaterina Maximova, Nina Ananiashvili, Vladimir Malakhov, Nikolai Tsiskaridze, Natalia Osipova, Alexei Ratmansky, Polina Semionova.

Per maggiori informazioni, potete visitare il sito ufficiale dell’Accademia CLICCANDO QUI.

Qui di seguito, il film prodotto nel 2013 in lingua russa e doppiato in inglese.

Buona visione!

 

 

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Corpi di ballo e scuole di danza: la nuova legge dello spettacolo

• Leggi questo articolo nella nostra App mobile: clicca QUI • 

Carissime lettrici, carissimi lettori,

continua la battaglia a difesa della danza in Italia dopo la raccolta di oltre 16’000 firme contro la chiusura dei Corpi di Ballo nelle Fondazioni Lirico Sinfoniche. Scriveteci a info@tuttodanzaweb.it, lasciateci un commento in fondo a questo articolo oppure sulle nostre pagine social: più saremo uniti, maggiori saranno le possibilità di essere ascoltati!

Riprendendo un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, condividiamo oggi un articolo firmato dal Mº Luciano Cannito: qual é il vostro pensiero sull’argomento?

Lo scorso giovedì 19 ottobre la Senatrice Anna Maria Bernini ha fatto al Senato un intervento importante e direi storico, mettendo per la prima volta da anni, il focus sul balletto italiano e sul corto circuito inspiegabile che riguarda i nostri Corpi di Ballo e la loro lenta e inesorabile dismissione. Trovate il video qui di seguito. Se avete 5 minuti guardatelo. È davvero potente.

[clicca QUI per il post originale su Facebook]

 

Qualche giorno fa poi – sempre sullo stesso argomento – c’è stata alla Camera, alla VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione), la discussione degli emendamenti sulla nuova legge che regolamenterà lo spettacolo dal vivo.

Dopo mesi di battaglie e 16 mila firme raccolte, NON C’È nel testo della nuova legge alcun accenno specifico ai Corpi di Ballo delle Fondazioni Lirico Sinfoniche ed alla loro funzione storica per la tutela e conservazione della grande tradizione del balletto classico e per la valorizzazione del grande repertorio moderno e contemporaneo.

Nel testo di legge c’è solo un breve cenno al fatto che in futuro bisognerà trovare modi per incentivare la danza (ve l’ho riassunta in due parole in italiano, tradotto dal burocratese). Insomma una frase tipo “poi vedremo”.

In realtà eravamo riusciti dopo innumerevoli incontri e discussioni (e grazie alla buona volontà di politici seri, persone che ascoltano indipendentemente dal colore politico), a presentare un emendamento alla legge che menzionasse ESPRESSAMENTE la parola Corpi di Ballo (presentato dal parlamentare Bruno Murgia).

Ce l’abbiamo messa tutta, vi giuro, e il numero di “ma-chi-te-lo-fa-fare-ad-esporti-che-poi-quelli-se-lo-segnano-al-dito-e-non-lavori-più” che mi sono beccato è infinito. Ma io credo che il senso della vita non sia solo quello di fare i propri interessi a testa bassa, ma anche di lottare per la giustizia ed il rispetto dei diritti. Quindi emendamento presentato.

Il testo dell’emendamento potete leggerlo QUI.

Sembra poca cosa, ma in realtà è tantissimo, perchè sancisce un diritto all’esistenza, al dovere istituzionale dello Stato di tutelare l’eccellenza culturale dell’arte della danza, all’interno di luoghi di eccellenza che sono i grandi Teatri d’Opera e Balletto.

Noi tutti speravamo che in Commissione Cultura questo emendamento potesse passare, perchè avrebbe messo le basi di una futura seria discussione sull’argomento senza preconcetti . Avremmo potuto tutti insieme discutere del riposizionamento dell’arte della danza in una fascia di pari dignità rispetto alle arti di eccellenza della nostra storia culturale italiana.

Invece no. In Commissione Cultura l’emendamento non è passato. Nonostante abbiano votato quasi tutte le forze politiche a favore, evidentemente al nostro governo in carica, la danza proprio non piace.

L’emendamento sarà presentato di nuovo alla discussione in aula, alla Camera. Vi prego dunque, con tutto il cuore, fate pressione presso i politici che avete eletto nel vostro territorio, quelli che hanno avuto il vostro voto, di qualsiasi partito essi siano, perché appoggino questo emendamento e facciano il loro dovere di nostri rappresentanti eletti per tutelare i nostri diritti. Si tratta di cultura.

Non c’entrano ideologie o colori politici.

E soprattutto non si tratta di favorire una lobby a discapito di altri cittadini, ma di farsi garanti di una volontà popolare che riguarda i nostri giovani ed il naturale sbocco professionale di una passione, sana, positiva, costruttiva che necessita di anni e anni di studio.

Abbiamo pochi giorni. Non sottovalutate la forza della spinta dal basso.

Scuole di danza

Cercando di tener fede, per quanto mi è possibile, all’impegno che ho preso con me stesso di condividere con voi, colleghi ed amici, quante più informazioni possibili sul nostro complicatissimo mondo della danza italiana, vi faccio presente che nel testo di questa nuova legge sullo spettacolo, c’è un articolo che potrebbe avere un impatto non indifferente nel mondo della didattica della danza. Ve ne trascrivo alcuni stralci, presi direttamente dal testo della legge in discussione:

…si provveda all’introduzione di una normativa relativa all’istituzione, controllo e vigilanza delle scuole di danza, nonché, al fine di regolamentare e garantire le professionalità specifiche nell’insegnamento della danza in questi contesti, individuazione di criteri e requisiti finalizzati all’abilitazione di tale insegnamento tramite la definizione di percorsi formativi e professionalizzanti certificati e validi su tutto il territorio nazionale”.

Anche qui, traducendo in due parole, il significato (neppure tanto sottinteso) di questo testo parrebbe essere: “fine dell’egemonia dell’Accademia Nazionale di Danza” .

Ora, amiche ed amici che dirigete o insegnate nelle scuole di danza private, se siete persone oneste e fate un lavoro serio e sincero, non fatevi prendere dal panico, perché non vuol dire che dovrete chiudere la scuola senza una specifica abilitazione statale, ma significa che lo Stato dovrà individuare percorsi di abilitazione alternativi, dal momento che l’Accademia Nazionale di Danza, da sola (e se ne sono accorti finalmente…), non riesce a sopperire l’enorme richiesta di iscrizioni da parte di insegnanti di scuole di danza private che vogliono e farebbero di tutto per abilitarsi. Ma tantissimi non ci riescono per esaurimento posti o non hanno i mezzi economici per vivere 3 anni a Roma.

52 conservatori, 1 Accademia Nazionale di danza. Beh, non è che ci voleva poi molto a capirlo… Evidentemente ad un musicista è garantito il diritto costituzionale allo studio universitario, ad un danzatore no.

Quindi, non è un vostro problema, ma un dovere dello Stato che si è dato un anno di tempo per trovare i “…percorsi formativi e professionalizzanti certificati e validi su tutto il territorio nazionale”.

Chiaro, no? Niente panico, dunque. Quando saranno individuati i nuovi percorsi formativi professionalizzanti, non esitate ad aggiornarvi, studiare, approfondire questa materia delicatissima, perchè la didattica è una cosa seria ed i nostri ragazzi meritano il meglio visto che sono il nostro futuro. Inoltre in quanto minori dobbiamo tutelarli e prenderci cura della loro formazione con serietà e professionalità.

Comunque, fino a prova contraria, gli insegnanti delle scuole di danza pagano le tasse e creano economia di settore e se esiste un VUOTO LEGISLATIVO e la danza non se la sono filata di pezza per decenni, la colpa non è certo vostra.

Ora però dovremo capire quali sono questi “percorsi formativi professionalizzanti”.

Vi terrò informati sugli ulteriori sviluppi.

Un grande abbraccio. Tenete duro. La bellezza salverà il mondo.

Luciano Cannito

Luciano Mattia Cannito

Coreografo e regista italiano, è stato Direttore Artistico del Balletto di Napoli, del Balletto di Roma, del Teatro San Carlo di Napoli (1998-2002), del Teatro Massimo di Palermo (2005-2013). Nel 2013 è stato nominato Vicepresidente della Commissione Lirica della SIAE. www.lucianocannito.com
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Un evento unico! Tutti uniti per Balanchne e i suoi Jewels

Tre grandi compagnie si uniscono per il Cinquantesimo anniversario di George Balanchine e i suoi Jewels: un appuntamento unico!

Ebbene sì, anche i Jewels di Balanchine compiono già mezzo secolo! E peccato che il grande ideatore non possa oggi essere qui con noi per poter finalmente vedere avverarsi, almeno in parte, le sue volontà, anche se siamo comunque sicuri che da lassù starà apprezzando il grande evento organizzato per celebrare il cinquantesimo anniversario dalla sua brillante creazione e che unirà tre delle più grandi compagnie mondiali.

Vediamo però di partire dall’inizio: come nacquero i gioielli di Balanchine?

Passeggiando per le vie di New York, sulla Quinta Strada dove si trovano le stupefacenti vetrine di prestigiosi gioiellieri tra cui Van Kleef & Arpels, Mr. B trovò ispirazione per creare un trittico che avesse lo scopo di rendere omaggio alle tre grandi scuole di danza che influenzarono di più il suo percorso ballettistico: il Teatro Mariinskij, l’Opéra di Parigi e il New York City Ballet. Fu proprio per questo motivo che Balanchine decise di utilizzare alcune tra le pietre più preziose per poter donare la giusta importanza ad ognuna delle tre accademie.

La sua scelta ricadde prima sugli smeraldi, poi sui rubini ed in fine sui diamanti. Con il richiamo agli smeraldi volle omaggiare la scuola francese: attraverso la loro poesia, i loro tutù sotto il ginocchio e il loro verde “smeraldo”, l’intento era quello di donare un’atmosfera romantica su estratti da Pelléas et Mélisande e Shylock di Gabriel Fauré. Fu poi la volta dei frizzanti rubini che con il loro rosso fuoco racchiudevano l’essenza della tradizione americana, per la maggior parte improntata sul musical di Broadway, ma con a tratti anche qualche intonazione jazz, il tutto incorniciato dal “capriccio per piano e orchestra” di Igor Stravinsky. Ed infine, quale pietra se non i diamanti per celebrare proprio i grandi balletti classici della Russia? Con il loro stile unico ed il tipico gran virtuosismo, la danza russa risulta essere sempre molto regale, grazie anche alla scelta musicale che accompagna i Diamanti di Balanchine: un tempo di Polonaise, più precisamente la Sinfonia n°3 in Re maggiore Op. 29 del compositore russo per eccellenza, Pëtr Il’ič Čajkovskij. Anche se lo spettacolo intero non é mai stato rappresentato da tutte e tre le compagnie riunite, come in realtà il grande ideatore georgiano avrebbe desiderato, il balletto nella sua interezza fa comunque parte del repertorio di ognuna di loro, oltre che delle più grandi compagnie di danza mondiali.

La prima rappresentazione avvenne nel 1967 al Lincoln Center dove George Balanchine e la sua compagnia dell’epoca, il New York City Ballet, si erano appena trasferiti. Diciamo che subito il pubblico balanchiniano fu un po’ scettico perché fino ad allora era sempre stato abituato ad assistere a balletti dallo stampo più innovativo e meno commemorativo. Durante questo periodo di rinnovo della compagnia ci si aspettava un titolo diverso, che potesse portare un successo adeguato senza rischiare un flop: c’era bisogno di garanzie. Questo scetticismo non era dato dalla messa in scena o dai costumi, ma proprio dall’idea che portò Balanchine all’origine del concepimento. Tuttavia questa diffidenza iniziale venne da subito smentita perché l’essenza di Jewels andava ben oltre al significato etimologico del titolo. Infatti egli riuscì a creare una coreografia che seppe celebrare in maniera molto adeguata ognuno dei tre momenti della serata e la sua bravura in questo spettacolo stette proprio nella trasformazione in danza delle similitudini che ognuna delle tre pietre preziose aveva per lui con la rispettiva scuola di riferimento.

Ora, tornando ad oggi, possiamo considerare Jewels come uno tra i capolavori di maggior successo del coreografo georgiano e non solo: possiamo anche considerare che il desiderio di Mr B, in parte, si sia avverato! In questi giorni infatti su quel palcoscenico dove cinquant’anni fa presero vita per la prima volta i suoi gioielli, si sono unite tre tra le più grandi compagnie del mondo: Opéra de Paris, New York City Ballet e Bolshoi Ballet. È vero che Balanchine auspicava al Mariinskij, ma oggi il Bolshoi può considerarsi, se non il più importante, uno tra i teatri e le scuole con maggiore influenza in tutto il mondo. Per questo siamo tutti sicuri che Balanchine non ce ne vorrà se consideriamo il suo desiderio praticamente avverato, ritenendo questo un evento unico e tra i più importanti nella storia della danza. Mai prima d’ora tre grandi compagnie di questo calibro, escludendo le serate di Gala, si sono trovate sullo stesso palcoscenico per celebrare tutte insieme un simile evento.

Quindi per chi si trovasse nella grande mela in questi giorni fino al 23 luglio, l’invito è quello di non perdersi questo appuntamento unico nel suo genere. E ancora una volta grazie caro Mr B! Perché oggi dopo tutti questi anni dalla tua scomparsa trovi comunque il modo per regalarci le emozioni che solo tu sei sempre stato in grado di trasmetterci. 

Date della rappresentazione di Jewels di George Balanchine

  • Giovedì 20 luglio h. 19:30
  • Venerdì 21 luglio h. 19:30
  • Sabato 22 luglio h. 14:30 – h. 19:30
  • Domenica 23 luglio h. 14:30

P.A.

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